«Altro che illecito sportivo, ora il mio inferno è finito»
Juri Matzuzzi assolto sei mesi dopo l’sms sospetto al capitano del Bonorva Il tecnico della Montalbo: «Sono una persona leale, mi sono tolto un peso»
CAGLIARI. L’accusa era di quelle pesanti: aver tentato di alterare il risultato della partita di Promozione tra Montalbo e Bonorva del 17 aprile scorso. Dopo sei mesi la sentenza del Tribunale Federale Territoriale: assoluzione perchè il fatto non sussiste. «Ho passato un periodo infernale - spiega Juri Matzuzzi, prosciolto insieme alla società Montalbo -. Sono strafelice che la verità sia stata appurata. Sapevo di essere innocente, ma avevo paura di pagare per un qualcosa che non avevo fatto. Per chi come me ha sempre insegnato di praticare il calcio con lealtà, è stata dura».
I fatti. L’11 aprile scorso, secondo l’accusa, Matzuzzi, all’epoca allenatore della Montalbo, avrebbe inviato un sms, poi rimosso, a Salvatore Deriu, capitano del Bonorva, chiedendogli di giocare “una partita come serve a noi”. La denuncia partita dalle società Macomerese, Fertilia e Alghero, aveva fatto scattare l’indagine. Matzuzzi si è difeso sostenendo che qualcuno, approfittando di un momento di distrazione, si è impossessato del suo telefonino, è entrato su Facebook inviando il messaggio. Rimosso dal tecnico della Montalbo poco dopo, proprio per evitare l’accusa di illecito sportivo.
Il processo. Dopo aver ascoltato tutte le parti in causa, compresi i presidenti dei due club coinvolti, la Procura Federale aveva chiesto di squalificare Juri Matzuzzi per quattro anni e di infliggere alla Montalbo calcio un’ammenda di 50 mila euro, oltre a un punto di penalizzazione in classifica. Il Tribunale, nonostante abbia ritenuto realistica la ricostruzione dei fatti da parte dell’accusa, non ha potuto fare a meno di sostenere che non c’erano elementi per dubitare che le cose fossero andate, invece, come raccontato dall’ imputato. Ribadendo la stranezza di un messaggio così compromettente mandato sulla bacheca pubblica di Deriu. Particolare che ha convinto i giudici della innocenza di Matzuzzi.
Felicità. «Ringrazio la Procura e la Federazione che hanno fatto chiarezza - dice il tecnico che non sta nella pelle per l’assoluzione -. La mia carriera dimostra in quali valori credo. Il presidente della società ha sempre creduto nella mia onestà. Non è un caso se continuo a fare l’allenatore e mi occupo anche della Juniores. Mi hanno fatto piacere i tanti attestati di stima, arrivati da tutta la Sardegna. Chi mi conosce sapeva che non potevo aver fatto una cosa così brutta. Mi sono tolto un peso dallo stomaco».
R.M.
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