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Pisano non fa drammi: «Buona prova»

Il terzino cerca il lato positivo della partita. Kouko: «Siamo stati un po’ sfortunati»

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OLBIA. Consapevolezza e certezze per ripartire. La parola d'ordine negli spogliatoi dell'Olbia è quella di archiviare una sconfitta casalinga che brucia parecchio, visto che si sperava su una doppietta in casa: con sei punti contro Prato e Racing Roma. Ma la sconfitta di ieri potrebbe rivelarsi anche una buona lezione nel percorso di crescita di una squadra che ha comunque bisogno di maturare esperienza sul campo. Inevitabile da questo punto di vista che a prendersi la responsabilità di analizzare la gara ci sia uno come Francesco Pisano, ex bandiera del Cagliari con 231 presenze in serie A (ottavo di sempre per la squadra rossoblù). «Certo che dispiace per il risultato, ma credo si debba anche analizzare lucidamente la prestazione e l'Olbia ha fatto una buona partita - sottolinea Pisano, al rientro da qualche partita dopo un mese di stop per infortunio -. E' stata una partita difficile, perché loro ci aspettavano e non è mai facile trovare gli spazi giusti in queste condizioni. Ma io cerco il lato positivo e lo voglio trovare proprio nella capacità della squadra di giocare a calcio in tutte le situazioni. Personalmente sto ritrovando la condizione fisica dopo essere stato fermo per infortunio, ma devo dire che sono soddisfatto»

Un altro che, nonostante la sconfitta, può sorridere è Daniel Kouko, attaccante dell'Olbia subentrato nel secondo tempo a Murgia e autore del gol della speranza su rigore. «I gol arrivano prima o poi, ma oggi ci servivano i tre punti - spiega l'ivoriano ex Maceratese -. Ci è andata male, ma è stata una partita strana, abbiamo preso gol subito e poi credo che abbiamo dominato per larghi tratti. Poi loro hanno trovato anche il secondo gol e a quel punto si sono chiusi dietro».

L'analisi è comune: quella distrazione sul primo gol, alla fine, si è rivelata decisiva. «Sì, siamo stati disattenti in quella situazione e abbiamo dato maggior forza a loro. Ma credo che con un po' più di fortuna avremmo anche potuto pareggiarla questa partita. Dove preferisco giocare? Io nasco esterno d'attacco ma da qualche tempo ho imparato a giocare da prima punta. E quello è il mio ruolo». (g.mele)

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