Nuovo disastro per la Dinamo Il ko arriva ancora in volata
La Vanoli di Cesare Pancotto passa al palazzetto con un canestro sulla sirena di Holloway Per i sassaresi, sempre più insicuri, è la sesta sconfitta di fila tra campionato e coppa
SASSARI. Uno psicologo, uno sciamano, un nuovo giocatore. Anche due. Se la Dinamo andasse oggi sul mercato, sarebbero questi, in stretto ordine di priorità, gli elementi da cercare. I sassaresi perdono ancora con un tiro all’ultimo secondo, alzano bandiera bianca per la sesta volta di fila tra campionato e coppa e piombando in piena crisi. Come un film terribile proiettato a ciclo continuo, cambia il colore delle maglie degli avversari, ma il risultato è lo stesso: stavolta a fare festa al palazzetto è la Vanoli Cremona, sino a ieri ultima in classifica, che si impone per 82-83 grazie a un appoggio facile facile di Holloway, bravo a utilizzare al meglio i 7” del possesso finale. Ancora una volta la squadra di Federico Pasquini butta via la partita nei minuti finali, dopo essersi trovata a +8 (75-67) a 4’50” dalla fine, dando l’impressione di non crederci mai abbastanza. Tra un fantasma e l’altro, i sassaresi ora hanno bisogno di una sterzata.
Subito caldi. In quintetto partono Johnson Odom, Lacey, Carter, Savanovic, Lydeka, ma dopo appena 4’ Pasquini inserisce Olaseni al posto del lituano. I possessi sono tutti finalizzati ad accendere Savanovic. Il serbo risponde 8 punti che, insieme a una tripla di Djo e a due appoggi di Olaseni, permettono ai sassaresi di scavare il primo break: al 7’ è +10 (19-9).
Freno a mano. Entrano Devecchi, Stipcevic e Sacchetti, ma stavolta il loro impatto non è il solito: alla prima sirena si arriva sul 25-19, poi Mian e Gaspardo riportano la Vanoli a -1 (25-24) all’11’. I sassaresi si rimettono a difendere e Lacey prende l’iniziativa in attacco e la sua tripla dall’angolo riporta il Banco a +7 (31-24). Sarebbe un buon momento per dare una spallata al match, invece in attacco arrivano quattro giocate inguardabili, così Cremona riprende ritmo e piazza un 8-0: a 3’59” Mian schiaccia tutto solo per il primo vantaggio ospite (31-32). Pasquini non può che chiedere timeout, ma l’inerzia resta tutta cremonese e il break si allunga sino al 2-13 grazie alla tripla di Thomas (33-37 al 18’). Devecchi rompe l’incantesimo con un canestro dall’angolo, ma la fase offensiva dei sassaresi resta completamente impantanata e all’intervallo Cremona è avanti di 4, 35-39. Dopo il riposo la Dinamo parte ancora male in attacco, mentre la Vanoli fa cose essenziali e in un attimo è a +7 (35-42).
Match in equilibrio. I giochi da tre punti di Johnson Odom e Lydeka danno ossigeno alla Dinamo, che ci prova con la difesa a zona e trova con Djo il canestro del -2 (43-45). La ruota riprende a girare dalla parte dei biancoblù, che trovano con Savanovic la tripla del nuovo vantaggio (48-47 a 5’11’) e anche una bella iniezione di fiducia. Il timeout di Pancotto riaccende Cremona, che rimette la freccia con Hollaway (51-53) e rientra pienamente in partita. Lacey colpisce da oltre l’arco, seguito a ruota da Carter (finalmente) e da Carlino. Lacey e Stipcevic trovano il coraggio per attaccare il ferro e alla terza sirena i biancoblù sono comunque a +1 (61-60).
Tornano i fantasmi. La fiera delle triple prosegue con Lacey, Holloway e Sacchetti (67-63) e in aggiunta la Dinamo ritrova anche aggressività in difesa. Stipcevic si sblocca con 4 punti di fila (71-65), poi anche Johnson Odom batte un colpo con due canestri e a 5’ dalla fine i biancoblù sono a +8 (75-67). Potrebbe essere la spallata decisiva, invece Thomas tiene in vita gli ospiti, che piazzano un break 0-9 in 3 minuti. A 1’49” è 75-76. Stipcevic prova a scacciare i fantasmi con una tripla, Johnson Odom schiaccia a difesa schierata a 29” dalla sirena e fa venire giù il palazzetto (80-78). Poi ecco la tripla di tabella di Holloway a 11” e il +1 di Savanovic dalla lunetta (82-81). Mancano 7”61 ma a questo punto lo spettatore sa già come il film andrà a finire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

