La Nuova Sardegna

Sport

«Una Nuorese da applausi»

«Una Nuorese da applausi»

Bianchi emozionato al Frogheri: «Che impresa pareggiare per il mio Rieti»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. È uno dei migliori centrocampisti della serie D. Ha indossato le maglie di Torres e Nuorese di cui è stato capitano. Quest'anno guida la capolista Rieti che domenica, con una prova caparbia, ha strappato un punto a una Nuorese in grande spolvero. È Daniele Bianchi, che commenta così sia la sfida tra Rieti e Nuorese che il momento delle squadre sarde della quarta serie.

«Quella di Nuoro per noi è stata una gara difficile e non sorprende, la Nuorese nei due anni in cui ci ho giocato ha subito solo un paio di sconfitte in casa. Vincere su quel campo non è mai facile. E riuscire a pareggiare dopo essere andati sotto di due gol non è stato semplice, tanto più contro una squadra così organizzata, perché la mano di mister Mariotti si vede, legittimata da una fase difensiva importante. La nostra è stata una rimonta voluta a tutti i costi ed è una nota di merito esserci riusciti».

Per lei un ritorno gradito.

«L'abbraccio dell'ambiente verdazzurro per me è stato un momento emozionante. Ho incontrato i tanti amici che ho lasciato. Mi ha fatto enormemente piacere tornare al Frogheri. Poi in quella ora e mezza di gara siamo stati avversari. Ma oltre il calcio c’è altro. Vuol dire che qualcosa di buono a Nuoro l’ho fatta».

Le squadre sarde al vertice?

«L’Arzachena si è rafforzata. Oltre a una spina dorsale consolidata negli anni ha preso giocatori di spessore che hanno aggiunto qualità. La Nuorese è guidata molto bene, ha giocatori che stanno facendo un buon campionato. Finora ha avuto un cammino continuo».

E le squadre della sua città, Latte Dolce e Torres?

«Il Latte Dolce è una società che lavora molto bene sotto il profilo della sostenibilità perché ha tanti giocatori che vengono dal vivaio. Ha una storia molto bella. È un modello da seguire. Sta lottando per l’obiettivo della salvezza. Penso che ci possa riuscire con qualche giocatore di esperienza che dia una mano ai giovani. Contro la Torres ho giocato un mese e mezzo fa e vedere lo stadio vuoto è già di per se una sconfitta. Non penso che la situazione possa essere sostenibile a lungo. Quella della Torres è una piazza che merita altri palcoscenici».

Rimangono le squadre che puntano alla salvezza.

«Il Muravera si è stabilizzato e ha un’ossatura importante con giocatori difficili da affrontare. È una squadra tignosa, che fa della velocità la sua forza. Il Lanusei deve trovare continuità, ma contro di noi si è dimostrata una squadra viva. Il San Teodoro ha aggiunto elementi che danno qualità al gruppo, come Steri. È ben guidato da mister Tatti. Tutte possono salvarsi».

Come vede la lotta per la vittoria finale?

«Ora siamo primi, ma in quella posizione hanno ruotato diverse squadre. Penso che da febbraio la classifica inizierà a delinearsi in maniera definitiva. Non c'è un’ammazza-campionato come la Viterbese dello scorso anno. Il mercato sarà una variabile, ma non la sola».

Giuseppe Sanna

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative