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Basket serie A: «Caro papà Meo, stavolta devo proprio batterti»

Andrea Sini
Basket serie A: «Caro papà Meo, stavolta devo proprio batterti»

Brian Sacchetti parla della sfida in famiglia in programma tra Brindisi e Dinamo. «Mai giocato contro in A? Ormai è anziano, non si ricorda più le cose...»

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SASSARI. «Papà dice che non ci siamo mai affrontati in serie A? Dovete capirlo, ormai ha una certa età, non ricorda le cose...». Scene di vita familiare, con punzecchiature a distanza e una voglia matta di abbracciarsi sul parquet, prima della partita. Meo sfida Brian, Brian sfida Meo, con i riflettori puntati sulla famiglia Sacchetti. Tutto questo nel contesto di un match che si annuncia tirato e spettacolare, come quasi tutte le sfide tra Brindisi e Dinamo giocate negli ultimi dieci anni.

«Prima di tutto fammi dire che per noi è importante giocare bene e vincere – sottolinea Brian –. La vittoria di Belgrado ci ha levato di dosso un bel po’ di peso, perché è vero che nelle ultime settimane avevamo giocato anche alcune ottime partite, ma quello che cambia davvero l’umore e le prospettive, sia a livello di singoli che di squadra, è proprio la vittoria».

Coach Meo ha detto che mamma Olimpia tiferà per lui. È così?

«Io credo che alla fine resterà a metà strada, sperando in una vittoria di papà e in una mia buona prestazione. Le mamme sono così... E poi su questo ha ragione papà: gli allenatori rischiano ogni partita, i giocatori no».

Lei al momento del suo arrivo a Sassari non aveva un rapporto “facile”, diciamo così, con suo padre. Tanti anni insieme a Sassari hanno contribuito a cambiare le cose. Forse è anche per questo che la sfida di domani è così speciale.

«È proprio così. Sino a 6-7 anni fa, prima di arrivare alla Dinamo, il rapporto tra noi era completamente differente, se vogliamo molto più freddo e distaccato. Ora no, ci sentiamo spesso, parliamo».

In questi giorni vi siete sentiti?

«Sì, ci sentiamo praticamente ogni giorno al telefono, un normale rapporto tra padre e figlio. Parliamo della nostra vita, delle cose che ci accadono. In questi giorni, però, abbiamo parlato solo del passato, delle rispettive ultime partite. L’argomento della sfida di domani, se volete saperlo, non è stato minimamente toccato. Credo che sia giusto così».

Lei come arriva a questo incontro?

«Non posso negare che sia davvero un’occasione speciale. Sono eccitato, ma assolutamente tranquillo».

Pensa che Meo stia “soffrendo” la vigilia di questo confronto?

«Non ne ho idea: se lo sta soffrendo non l’ho certamente captato nelle conversazioni e secondo me neppure mia mamma, che è là con lui, riesce minimamente a capire cosa sta provando. Ma non carichiamo questa cosa di troppi significati. È pur sempre soltanto una partita».

Chi vincerà?

«Sarà una gara dura, loro sono una buona squadra, ma noi abbiamo sistemato alcune cose, soprattutto a livello mentale. Dobbiamo provare a vincere a tutti i costi, non c’è dubbio».

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