La Roma si aggiudica il derby, Lazio ko
Prosegue la “maledizione” della squadra di Inzaghi. Giallorossi a -4 dalla Juve in attesa di incontrare il Milan e la capolista
ROMA. Il derby capitolino è ancora della Roma, che rimane a -4 dalla Juventus e, in attesa d'incontrare il Milan e poi proprio i bianconeri, può continuare a cullare il proprio sogno. Per la Lazio rimane la maledizione che ormai dura da tre anni e mezzo, da quando battè i “cugini” in quella finale di Coppa Italia. In ogni caso, è giusto che la Roma festeggi anche se non è stata una bella partita, con lo scarto di due gol che punisce in modo troppo severo Biglia e soci. Comunque il risultato promuove i giallorossi del ritrovato Strootman, autentico guerriero, e alla fine solo questo conta. Fra i peggiori in campo bisogna mettere l'arbitro Banti, non solo per il rigore prima concesso (ha chiaramente indicato il dischetto) e poi annullato in collaborazione con l'assistente di porta Calvarese, che gli ha spiegato come Bruno Peres fosse stato atterrato da Biglia fuori area. Ma anche per la mancata ammonizione di Felipe Anderson dopo un chiaro fallo del brasiliano nel primo tempo, e per aver graziato Biglia dopo un intervento che all'argentino avrebbe dovuto procurare il secondo giallo. C'è stato anche l'episodio della rissa dopo il primo gol romanista: se andava cacciato Cataldi per aver tirato la maglia a Strootman, perché non mandare via anche l'olandese che aveva provocato il laziale in panchina tirandogli dell'acqua? Per il direttore di gara di Livorno è stata quindi una domenica da dimenticare. La prima offensiva della Roma arrivava invece all'8' della ripresa, con un colpo di testa di Dzeko, che si ripeteva otto minuti dopo questa volta in modo pericoloso anche se troppo centrale. Marchetti neutralizzava. Il portiere laziale aveva invece le sue colpe sul tiro da più di venti metri con cui il “ninja” Nainggolan (il migliore dei suoi) realizzava al 32' st la rete del 2-0. In precedenza, al 19', la Roma era passata in vantaggio con Strootman che approfittava di un errore dell'incerto Wallace: l'olandese dopo aver soffiato palla al rivale avanzava e batteva Marchetti in uscita 'disperatà. Il modo in cui poi l'ex Psv Eindhoven festeggiava era anche un sfogo dopo il calvario che per due anni l'ha tenuto lontano dal calcio giocato. A fine partita cominciava poi il delirio romanista. All'Olimpico c'erano meno di 40mila persone e anche il fatto che a fine partita i giocatori della Roma siano andati a farsi scattare foto proprio sotto alla curva sud vuota è stato un modo per sottolinearlo. Per raggiungere la Juve servirebbe anche la spinta del tifo di una volta. E a proposito di sostenitori: in occasione dell'ammonizione del romanista Rudiger dalla curva nord sono partiti degli ululati che al club costeranno almeno una multa.
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