La Dinamo vuole tornare a correre
Oggi al palazzetto arriva Trento: dopo 4 ko consecutivi i sassaresi provano a riprendere la marcia verso la Final Eight
SASSARI. Il calendario chiama, la classifica pure, e la Dinamo è obbligata a rispondere. Senza tentennamenti e, soprattutto, senza ulteriori passi falsi. L’anticipo della undicesima giornata di campionato (palla a due alle 20,30) mette i sassaresi di fronte alla Dolomiti Energia Trento, una diretta concorrente per la Final Eight in quella che può essere considerata la prima tappa di uno sprint lungo cinque giornate. Con quattro ko di fila sul groppone, 8 nelle ultime 9 gare tra campionato e Champions, la squadra di Pasquini non può permettersi un ulteriore passo falso, che significherebbe uscire dalle prime otto della classifica.
I nuovi e le scelte. Oggi esordirà in biancoblù il nuovo play David Bell. La società per il momento non ha tagliato nè ceduto Johnson Odom, che dunque dovrebbe essere regolarmente tra i dodici. A questo punto, il turno di riposo dovrebbe toccare a Trevor Lacey, che mercoledì in Polonia ha giocato la sua peggiore partita con la maglia della Dinamo. L’altro dubbio riguarda i lunghi: uno tra Lawal e Olaseni andrà in tribuna a fare compagnia a Lacey: con il primo ancora alle prese con un problema a una caviglia, la scelta verrà fatta soltanto dopo la seduta di tiro di questa mattina.
«La gara più importante dell’anno». Federico Pasquini non si nasconde. «Trento è una squadra che conosciamo – dice il coach –, ha giocatori italiani che stanno giocando molto bene, come Flaccadori, Baldi Rossi e Forray, ma anche Moraschini che è molto cresciuto ultimamente. I giocatori americani sono di talento fisico e molto pericolosi. Penso però che mai come domani dobbiamo non pensare agli avversari, dobbiamo pensare a noi stessi e a muovere la classifica. La ritengo la partita più importante dall’inizio dell’anno perché è evidente che nei prossimi giorni dobbiamo assolutamente muovere la classifica sia in campionato sia in Champions League. In più si tratta di una squadra che prende 41 rimbalzi di media, di cui una marea a livello offensivo. Ci servirà un grande lavoro di taglia fuori».
«Manchiamo a livello di palle». Il presidente Stefano Sardara rinnova la sua fiducia al coach. «La guida tecnica non è in discussione, vediamo tutti i giorni il lavoro che fa. Per la chimica ci vuole tempo così come per trovare i giusti incastri. Quello che in questo momento ci manca non è la tecnica ma le palle, qualcuno che momenti cruciali prenda in mano la squadra. La situazione in cui ci troviamo ora non è nuova per noi. Le critiche che nel 2011 venivano fatte a Meo oggi vengono fatte a Federico, poi abbiamo vinto quello che abbiamo vinto. Ora non dico che torneremo a vincere, ma sicuramente tutti lavoriamo per questo. Come ho detto più volte abbiamo iniziato un nuovo ciclo e serve tempo. Ma io vedo ogni giorno ragazzi che ci tengono, e non parlo solo delle lacrime di Olaseni a Beldrado. Vedo ragazzi che soffronto quando perdiamo e che vogliono a tutti i costi uscire da questo periodo complicato».
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