Ancora un finale fatale Dinamo battuta da Drake
Diener tiene a galla Capo d’Orlando dopo il grande primo tempo dei sassaresi, avanti di 17 I siciliani dominano l’ultimo quarto mentre gli ospiti sbagliano tutto: stop alla mini-striscia
Ventidue minuti stellari non bastano per vincere una partita, soprattutto se agli avversari ne sono sufficienti 18 di grandissima difesa e di onesto gioco offensivo. La Dinamo perde male a Capo d’Orlando, 72-65, nell’anticipo della dodicesima giornata, al termine di una gara condotta per 36 minuti e a tratti dominata: 17 punti di vantaggio al 2’ minuto del terzo quarto non sono sufficienti alla squadra di Federico Pasquini per portare a casa la partita: la grande reazione dei siciliani, trascinati dal grande ex Drake Diener, non lascia scampo alla Dinamo, che si impantana completamente in attacco e subisce un contro break di 43-19. In attesa delle gare di oggi, la Dinamo resta ai limiti della zona playoff.
Le chiavi del match. Per la prima volta nella stagione il Banco domina davvero a rimbalzo (40-30), ma alla fine sulla bilancia pesano più le 21 palle perse, contro solo 5 recuperate, in una ripresa in cui l’attacco ha avuto enormi difficoltà: i biancoblù hanno sofferto da morire la giornata nera di un David Bell praticamente nullo (3 punti in 17’), la “cattiveria” di Archie e la concretezza di Fitipaldo.
Un buon avvio. Pasquini ripropone il quintetto delle ultime partite, con Bell, Lacey, Carter, Sacchetti e Lydeka. I sassaresi puntano molto sul gioco fuori dall’arco, ma la difesa funziona a sprazzi. Fitipaldo fa ammattire Lacey e a metà primo quarto l’Orlandina è avanti 8-6 con un break di 6-0. Pasquini interviene subito inserendo Stipcevic, Olaseni e D’Ercole e la scossa arriva immediatamente: la difesa chiude praticamente ogni varco, le triple di D’Ercole e Sacchetti mandano i biancoblù a condurre 10-14, con mille recriminazioni per una serie incredibili di errori in appoggio vicino a canestro. Savanovic entra e allunga il break con un gioco da tre punti (10-17), poi la solita ingenuità in difesa sull’ultimo possesso (nessuno fa fallo) regala a Tepic lo spazio per la tripla del 13-17 sulla sirena.
La prima spallata. I sassaresi non si scompongono e continuano a lavorare in difesa: dall’altra parte Savanovic si fa rispettare e due triple consecutive di Stipcevic fanno schizzare la Dinamo a +10 (15-25) a 7’53" dal riposo, con un break di 8-0. Di Carlo chiede timeout ma a beneficiarne è soprattutto la squadra sassarese, che non lascia passare nulla in difesa e con le giocate in post basso di Lydeka e i colpi di fioretto di Savanovic allunga il break sino al 15-0, portandosi sul 15-32 a 6’ dal riposo. Capo D’Orlando trova ossigeno con Stojanovic, Di Carlo ordina la difesa a zona e i siciliani riprendono fiato (21-34). Drake infila una tripla, Carter risponde immediatamente e all’intervallo i sassaresi sono a +12 (29-41).
La scalata e la caduta. Carter e Lacey allungano subito per il nuovo +17 (29-46). Sembra tutto facile ma la Betaland stringe i denti: Archie e compagni iniziano a difendere durissimo e dall’altra parte Diener e lo stesso Archie trovano i canestri del break di 11-2, che riporta i padroni di casa a -8 (40-48) al 25’. Pasquini conferma la fiducia a Olaseni e manda dentro D’Ercole al posto di uno spento Bell, Lacey inventa la tripla del 40-51 ma l’inerzia è tutta per i siciliani e una tripla di Diener fa esplodere il PalaFantozzi (46-51 a 2’55") e alla terza sirena è quasi tutto da rifare: 48-54. Fitipaldo fa subito -3 dai 6,75, poi il punteggio si impantana per 3 minuti. Lacey smuove le acque con un’altra tripla “inventata” sulla sirena dei 24” (51-57) e questo è di fatto il canto del cigno: Capo D’Orlando aumenta ancora la pressione, la Dinamo non vede mai il canestro. Fitipaldo mette la freccia dalla lunetta (58-57 a 4’20" dalla fine), le triple di Archie, Stojanovic e Drake Diener danno il colpo di grazia ai sassaresi (69-60 a 42”). Poi gli arbitri si rendono conto che la Dinamo ha tirato un solo tiro libero in 39’ e provano a rimediare, ma ormai il match è andato. E non certo per colpa dei fischietti.
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