La Nuova Sardegna

Sport

Grande Olbia, vittoria di peso

di Guido Piga
Grande Olbia, vittoria di peso

La migliore partita dei bianchi, abbattuto il forte Arezzo: gol dei bomber Capello e Ragatzu

4 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Stavolta l’Olbia la fanno gli altri. Gli errori sono dell’Arezzo, e l’Olbia - la baby Olbia, la debuttante Olbia - si fa terribilmente cinica, diventa poderosamente matura. Ne approfitta alla grande, segnando due gol nei primi 18’: Capello su rigore e Ragatzu con un’invenzione. Poi gestisce la partita contro la terza della classifica senza mai soffrire, senza mai dare l’idea di aver paura di essere raggiunta, come se fosse nata per fare così, dominare, e non per salvarsi.

L’ottava vittoria (la sesta al Nespoli) dei bianchi è la più bella: per il gioco espresso, per l’interpretazione dei singoli, per la personalità. Un successone, davanti ai mille arrivati allo stadio. Qualcosa da far perdere la testa, da far immaginare, visto che mancava Andrea Cossu, un futuro più radioso della semplice riconferma nella serie C.

Anche se la testa dell’Olbia, l’allenatore Michele Mignani, alla fine dirà qualcosa che riporta tutti con i piedi per terra: “Ora non illudiamoci”.

Perché la giovane Olbia - 22 anni la media della rosa, ieri in campo con un calciatore di 17 anni (Tetteh) - ha dimostrato finora che alterna grandi prestazioni ad altre opache. Lo dice il bilancio del girone d’andata, chiuso ieri: 27 punti, con 8 vittorie, 3 pareggi, 8 sconfitte. Poteva andare meglio, pensando ad alcune partite perse, o pareggiate, per ingenuità. Poteva andare peggio, considerando che l’Olbia è una matricola, per giunta costruita all’ultimo momento, con alcuni giocatori passati dalla serie D alla C unica in un colpo solo.

La sfida con l’Arezzo, che era orfano del bomber Moscardelli e di altre pedine di peso, dice che l’Olbia ha grandi risorse. Anche i bianchi avevano assenze di peso: Andrea Cossu, in panchina per via di un infortunio; ed Enrico Geroni, squalificato. Mignani, ieri mattina, momento in cui decide la formazione, ha dovuto inventarsi il centrocampo. Geroni, l’unico regista o centromediano della rosa, non era mai mancato e sostituirlo non era facile; paradossalmente, a livello squisitamente tattico, era ancora più complicato che sostituire Cossu. Mignani, dopo alcune prove in settimana, ha optato per Muroni, spostato dal suo ruolo di mezzala. Non ha demeritato, per nulla.

Ma ancora più sorprendente è stata la prestazione di chi ha sostituito Muroni come mezzala: Tetteh. Il ghanese ha appena 17 anni, e aveva alle spalle una sola partita da titolare, contro il Tuttocuoio, in cui non era piaciuto per nulla. Ieri è stato gigantesco, soprattutto nel primo tempo. Sempre ben posizionato, ha portato via una marea di palloni agli avversari, battendosi in duelli in cui ha sempre avuto la meglio dal punto di vista fisico. Se a questo si aggiunge la prestazione nella media (e dunque positiva) di Piredda, capace di mettere paura all’Arezzo anche se non è mai andato al tiro, si capisce che il centrocampo dell’Olbia ha dominato, finendo per dare ai bianchi la superiorità necessaria a segnare i due gol, poi difesi magistralmente.

In questo contesto, anche gli errori dell’Arezzo assumono meno valore. Il primo gol è arrivato subito, al 10’. Disimpegno di testa di Masciangelo verso il portiere, palla lenta; Kouko si avventa, salta il portiere e da questi viene steso; rigore netto. Sul dischetto va Capello: portiere spiazzato, settimo centro stagionale, capocannoniere della squadra, giocatore rivelazione nel ruolo di trequartista.

Otto minuti dopo, il bis. Milesi calcia debolmente verso il portiere, Ragatzu è rapidissimo: prende il pallone, salta Milesi nel frattempo arrivato davanti a lui, si gira su se stesso e, di destro, calcia all’angolino sinistro del portiere; palla a effetto, gran gol, il quinto stagionale per Ragatzu.

Regali? Forse. Eppure, l’Olbia, in altre partite non ne ha saputo trarre profitto. Ieri, sì. Così come l’Olbia, ieri, di errori, al contrario di altre sfide, non ne ha fatti. Nessun regalo. Ha rischiato un paio di volte, proprio all’inizio - un tiro alto di Polidori al 1’, una gran parata di Carboni su tiro di Bearzotti al 6’ -, poi, realmente, mai più. Imperioso il centrocampo, perfetta la difesa. Una vittoria da grande squadra. Infatti l’allenatore dell’Arezzo dirà: «Sono i più giovani del girone, hanno giocato da veterani». La vittoria più bella, per ora, è questa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative