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Il ritratto dell’Olbia: giovane, casalinga ma anche vincente

di Guido Piga
Il ritratto dell’Olbia: giovane, casalinga ma anche vincente

Età media della rosa 22 anni, al Nespoli il 75% dei successi I bianchi (Geroni record) chiudono l’andata nei playoff

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OLBIA. Il girone d’andata è finito, l’Olbia è in zona playoff. Per quello che vale, chi l’avrebbe mai detto? Sperato sì, ma, realisticamente, nessuno, salvo quelli che amano il rischio, avrebbe scommesso su questa posizione di classifica - 27 punti in 19 partite,- per una debuttante in serie C, e per giunta costruita all’ultimo momento dopo il ripescaggio.

Invece è così: l’Olbia, seppure staccata in modo siderale dalla capolista Alessandria, arrivata a quota 47 punti, è nella parte alta; in quella delle squadre che lottano per fare il salto di categoria, non per difenderla. Manca un altro girone, di mezzo c’è il mercato di gennaio che potrebbe cambiare i valori in campo, dunque nessuna illusione. Michele Mignani, un debuttante pure lui in serie C, l’ha detto dopo la vittoria contro l’Arezzo: «Ora piedi per terra».

Però, tracciando un primo bilancio, l’Olbia può essere considerata una sorpresa del girone A della Lega Pro, per usare il nome ufficiale della serie C.

Rosa di ragazzini. È una delle squadre con la rosa più giovane, come certificano i dati di Transfermarkt: l’età media è di 22 anni e 3 mesi; più giovani solo il Pontedera e il Tuttocuoio (22 anni) e il Racing Roma (21 anni e 1 mese). Ma l’Olbia è la più giovane a essere così in alto in classifica. Non è, quello dell’età, un dettaglio da poco in una categoria in cui l’esperienza conta più della tecnica: infatti l’Alessandria ha una rosa con una media di 26 anni e 9 mesi. Quasi cinque anni in più dei bianchi.

Quei pareggi allo scadere... La gioventù ha pesato, e non poco, in questo girone d’andata. Perché gioventù ha fatto rima con inesperienza, ingenuità, in qualche caso anche paura. Come nelle vittorie buttate via all’ultimo momento: in casa contro la Lucchese, partita finita 2-2, con l’Olbia raggiunta due volte, l’ultima delle quali nel recupero; fuori contro il Coma, con i bianchi avanti di due gol sino a dieci dalla fine e poi anche in quel caso inchiodati sul 2-2. O come le sconfitte pesanti, dei veri e propri tonfi: per esempio i due ko in casa contro Prato (1-2) e Pistoiese (1-3) nel mese peggiore in assoluto con, in mezzo, la sconfitta a Carrara (4-1).

Il Nespoli vale il 75%. E quindi, ricapitolando, in tutto 19 partite con 8 vittorie, 3 pareggi, 8 sconfitte. Nello specifico, 6 delle 8 vittorie l’Olbia le ha ottenute in casa (il 75%); 5 delle 8 sconfitte le ha patite in trasferta (il 62%). Il Nespoli è una specie di fortino. Merito anche dei tifosi: l’Olbia è stata vista, in 10 gare, da 11.700 spettatori; la media di 1170 a gara, come certificano i dati Stadiosportcards. Ha segnato 26 gol (19 dei quali in casa) e e ha subìto 26 (13 in casa e 13 fuori).

I giocatori, minuto per minuto. Fra i giocatori, le statistiche premiano, per minuti giocati, Enrico Geroni (18 presenze, 1559 minuti in campo, 1 assist e un gol. Seguono Mirko Miceli (18 presenze, 1556 minuti, 2 gol), Mattia Muroni (16 presenze, 1393 minuti), Alessandro Capello (19 presenze, 1390 minuti, 1 assist, 7 gol), Marco Piredda (17 presenze, 1387 minuti, 4 gol), Matteo Cotali (16 presenze, 1343 minuti), Daniel Kouko (17 presenze, 1306 minuti, 6 assist, 3 gol), Andrea Cossu (13 presenze, 1149 minuti, 6 assist, 2 gol), Paolo Dametto (13 presenze, 1139 minuti), Daniele Ragatzu (15 presenze, 922 minuti, 6 assist, 5 gol), Simone Pinna (14 presenze, 1137 minuti), Francesco Pisano (10 presenze, 636 minuti), Danilo Quaranta (8 presenze, 610 minuti).

Quando e come segnano. Capello è il bomber della squadra: 7 centri (1 gol ogni 199 minuti giocati). Poi Ragatzu: 5 centri (1 gol ogni 184 minuti). Poi ancora Piredda: 4 centri (1 gol ogni 347 minuti).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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