Difesa da incubo, l’attacco è super
L’analisi. I rossoblù peccano in fase difensiva, troppi gli errori individuali
CAGLIARI. Ventitre punti in diciotto gare. Tredici le lunghezze di vantaggio sulla terz’ultima. La marcia del Cagliari verso la salvezza procede tranquilla. Eppure la tifoseria non è contenta. La squadra giovedì sera è stata accolta da uno striscione tutt’altro che amichevole e da cori che invitavano i giocatori a tirare fuori gli attributi. Forse ci si è montati la testa. Se qualcuno pensa che i rossoblù possano lottare per un posto in Europa League è un sognatore. L’obiettivo era e resta una tranquilla salvezza e finora i programmi sono stati rispettati alla lettera.
Contraltare. Il Cagliari ha la peggior difesa in Europa con 42 reti subite. Ma ha l’ottavo attacco del campionato: 27 i gol realizzati. Il bomber è Borriello con sette centri. Questo vuol dire che se viene migliorata la fase di non possesso, la classifica può diventare ancora più bella. Ci sono i presupposti per galleggiare nella parte sinistra del tabellone. Il tallone d’Achille della squadra guidata da Rastelli è la difesa e non intesa come reparto. Quando il pallone ce l’hanno gli avversari il centrocampo fa poco filtro e gli attaccanti, spesso, si dimenticano che i primi difensori sono loro. Al mister il compito di risolvere il problema.
Ripartenze. Anche contro il Sassuolo in quattro occasioni gli emiliani sono ripartiti e il Cagliari ha difeso in inferiorità numerica. Tutto nasce dalle situazioni di palla inattiva a favore (punizioni o corner), se sulla ribattuta il possesso è degli avversari, si creano delle voragini. È un problema di equilibrio che si trascina dalla scorsa stagione. Con la differenza che nel campionato di serie B il Cagliari era talmente superiore agli avversari che i risultati arrivavano lo stesso, in questa stagione certo errori si pagano a caro prezzo.
R.M.
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