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Mignani: «Un buon 2016» Olbia in ferie col sorriso

Mignani: «Un buon 2016» Olbia in ferie col sorriso

Dallo spareggio promozione vinto con la Torres, al ripescaggio in Lega Pro Mister e presidente raccontano l’anno della svolta e il percorso di crescita

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OLBIA. I 12 mesi che hanno cambiato la storia recente dell'Olbia. Da quel 10 gennaio del 2016, con uno scoppiettante 3-3 sul campo del Castiadas, al pareggio per 1-1 con tante recriminazioni sul campo della Lucchese. La distanza che nella burocrazia calcistica viene indicata in una lettera, dalla D alla C, fa tutta la differenza del mondo. Perché in mezzo c'è la conquista della nuova serie C unica, chiamata anche Lega Pro, ma soprattutto del ritorno di una formazione dal grande blasone come l'Olbia nel calcio professionistico. Con tutto il rispetto per Lanusei e Muravera, infatti, l'Olbia nel girone di andata del campionato di Lega Pro ha sfidato squadre come il Livorno (passato recentissimo in serie A), ma anche Como, Cremonese, Arezzo: compagini che vantano una lunga storia di successi in serie B.

Le due M. I protagonisti assoluti di questa straordinaria cavalcata, prima sul campo, vincendo lo spareggio promozione con la Torres e poi nelle sedi federali, ottenendo il ripescaggio in Lega Pro, sono due: Alessandro Marino e Michele Mignani. Marino ha portato, in combinato disposto con la partnership avviata col Cagliari di Giulini, una impostazione manageriale in una società che negli ultimi anni aveva vissuto della passione più che della programmazione. Mignani ha confermato tutto quello di buono che si diceva di lui, arrivato a Olbia come il pupillo di Mario Beretta, responsabile del settore giovanile del Cagliari, ma che è riuscito a imporsi nello spogliatoio e davanti all'opinione pubblica attraverso personalità e un'idea ben precisa di gioco. «E' stato un 2016 positivo, in cui abbiamo conquistato la Lega Pro grazie al lavoro della società e in cui noi stiamo cercando di meritarcela sul campo - spiega Mignani -. Devo dire che la squadra è molto giovane e ha intrapreso un percorso di crescita che, al di là di qualche ingenuità e difetti strutturali da correggere, credo si stia compiendo secondo i programmi previsti». Questa prima metà del campionato porta comunque un bilancio in attivo per l'Olbia, che da neopromossa ripescata ha sopperito con organizzazione, forza e tenacia ai ritardi imposti dalle normative federali, proponendosi come una solida realtà del girone A di Lega Pro. «Va confermato che se all'inizio del campionato eravamo un cantiere aperto, oggi siamo cresciuti e abbiamo acquisito le nostre certezze - sottolinea il presidente Marino -. Continuiamo comunque a lavorare duro perché dobbiamo migliorare soprattutto su alcune fasi di gioco».

La classifica. Al termine della seconda giornata del girone di ritorno e in attesa della ripresa del campionato (22 gennaio) con la partita casalinga contro il Pontedera, l'Olbia può comunque passare delle ferie col sorriso, in virtù di una posizione di classifica tranquilla: dall'alto del 9° posto assoluto, a quota 28 punti e con un significativo +10 sulla quota playout. Non male per una neopromossa e in un girone comunque livellato nella parte mediana e bassa dalla classifica, finora dominata dalle corazzate Alessandria (capolista), Cremonese e Livorno. Il pareggio di Lucca è stato importante per archiviare subito la dura sconfitta casalinga col Renate, anche se il pareggio è un risultato che sta ancora una volta troppo stretto all'Olbia.

Giandomenico Mele

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