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Mura fa scalo a Perth, ma la corsa continua

Mura fa scalo a Perth, ma la corsa continua

L’impresa del velista sardo potrebbe essere comunque registrata con assistenza e scalo. La palla torna ai giudici

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CAGLIARI. Gaetano Mura avrebbe preferito passare il giorno di Capodanno nell’oceano per continuare il giro del mondo a vela in solitario senza scalo e assistenza. Piuttosto che a Fremantle, la città australiana che dista pochi chilometri da Perth. Il navigatore di Cala Gonone è approdato a bordo di Italia nel porticciolo di Fremantle la vigilia della notte di San Silvestro, alle 8.53 italiane (15.53 locali). Ad attenderlo nelle banchine delmolo turistico un comitato di accoglienza composto dal console David Balloni, Scott Olney, Sailing manager del Freemantle Sailing club e il giudice di regata Raf Bellofiore, oltre ad alcuni inviati della Tv e della stampa australiana e una piccola folla di appassionati. «Non ho da rimproverarmi nulla, so di aver speso tutto me stesso – ha detto Gaetano Mura subito dopo aver completato le operazioni di ormeggio del Class40 Italia –. Purtroppo però quando si compete con mezzi meccanici così complessi il problema è sempre dietro l’angolo e quando ti capita, non puoi far nulla. È stata durissima dover accettare di fermarsi, è l’ultima cosa che avrei voluto fare. I cinque giorni che ho impiegato per arrivare sin qui a Fremantle sono serviti anche per trovare la forza di affrontare tutto questo. Certo che avrei preferito pensare di tornare a Cagliari con un altro risultato, ma ora vediamo quali sono le condizioni della barca, a seguito dei controlli, saranno considerate tali da permetterci di ripartire».

Prima il pilota automatico, poi la centralina del vento, infine l’antenna dell’Iridium openport, il sistema di comunicazione satellitare. Una serie di avarie che ha reso inevitabile la sosta in Australia. Ora l’ocean racer sardo, dopo aver effettuato tutte le riparazioni del caso e messo così nuovamente in grado di navigare l’imbarcazione in piena sicurezza, dovrà decidere se proseguire. Il record, anche se un po’ diverso dall’obiettivo iniziale, è ancora in ballo. La novità è emersa dai contatti del team 1Off con gli ufficiali del World Sailing Speed Record Council (l’ente delegato all’omologazione dei record di velocità a vela), il quale in base al regolamento internazionale, ha dato il via libera alla registrazione del record del giro del mondo in solitario non più senza assistenza e senza scalo ma, con assistenza e scalo. La nuova proposta è interessante e intrigante ma la decisione spetterà in questi giorni a Gaetano, che potrebbe decidere di puntare la prua di Italia verso l’oceano Pacifico e dirigersi verso il mitico Capo Horn per completare l’altra metà dell’opera.

Sergio Casano

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