La Dinamo punta ancora in alto ma alle sue spalle c’è il vuoto
SASSARI. Entusiasmo, solidità e progetti a medio termine per lasciarsi alle spalle l’anno di transizione e confermarsi ai livelli più alti del basket nazionale. La Dinamo si lascia volentieri alle...
SASSARI. Entusiasmo, solidità e progetti a medio termine per lasciarsi alle spalle l’anno di transizione e confermarsi ai livelli più alti del basket nazionale. La Dinamo si lascia volentieri alle spalle il 2016, l’anno che dopo lo straordinario triplete del 2015 ha visto la società sassarese navigare in acque piuttosto agitate. Un reflusso quasi fisiologico, se si pensa che il piano pluriennale denominato Dinamo 2018 è arrivato a compimento ben oltre le più rosee aspettative sia dal punto di vista dei risultati sia per quanto riguarda la solidità a livello societario. E dunque il club guidato da Stefano Sardara ha spostato l’asticella ancora più in là, al 2020, ben sapendo che nel frattempo non si può vivere esclusivamente di ricordi, nè di rendita per i titoli conquistati.
Parte integrante del nuovo progetto è Federico Pasquini, nel doppio ruolo di allenatore e general manager, con diversi punti fermi legati al roster: i veterani Jack Devecchi e Brian Sacchetti su tutti, ma anche alcuni elementi che a Sassari si sono fatti conoscere e apprezzare, come Rok Stipcevic e Lollo D’Ercole. Se la rinfondazione a livello tecnico è in certi casi inevitabile, soprattutto per questioni di budget, la Dinamo sta provando a “puntellare” il roster con elementi che possano restare a Sassari per diverse stagioni e formare dunque un’intelaiatura solida, sulla quale innestare via via i necessari innesti. Da questo punto di vista, a parte Dusko Savanovic, che ha firmato per due stagioni, il banco di Sardegna scommette anche sui giovani italiani: dal baby talento Michele Ebeling, classe 1999, blindato per 5 anni, a play Marco Spissu, che sta facendo grandissime cose in A2 con la Virtus Bologna ed è pronto a tornare alla base. Sino al centro Francesco Pellegrino, anch’egli mandato in prestito nella serie cadetta con la prospettiva di rientrare quanto prima a Sassari.
Alle spalle della Dinamo, il movimento cestistico isolano non se la passa troppo bene: l’unica squadra che milita in campionati nazionali è il Su Stentu Sestu, che lotterà sino all’ultimo per conservare il suo posto nel campionato di serie B. In una serie C ridotta all’osso sgomitano realtà storiche come il Sant’Orsola, la Torres (che è di fatto la cantera della Dinamo), la Santa Croce Olbia e le intramontabili cagliaritane Esperia e Olimpia.
A livello femminile i fasti di anni anche relativamente recenti sembrano tramontati: nessuna squadra isolana nella massima serie, quattro in serie A2, tutte invischiate nelle parti basse della classifica: Mercede Alghero e Cus Cagliari sono sul fondo, mentre San Salvatore Selargius e Virtus Cagliari fanno appena meglio.
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