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Calangianus secondo la rotta di Sassu per restare in alto

di Pietro Zannoni
Calangianus secondo la rotta di Sassu per restare in alto

Parla l’allenatore: «Decisive le prossime cinque partite» Il dirigente Piga: «Chiediamo calma ai nostri giocatori»

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CALANGIANUS. Si inizia il girone di ritorno e il Calangianus conferma di tenerci, eccome, al secondo postoin Eccellenza. Pari un po’ stretto raccolto in quel di Uri, vittoria un po’ sofferta in casa con il Valledoria, ma due punti dietro restano le dirette concorrenti Budoni e Tergu, a sei e a 7 il Taloro e il Castiadas.

Alessandro Sassu ci crede a questa classifica. E che anche i giovani dirigenti sperino in qualcosa di grosso lo attesta il fatto che la rosa è stata rinforzata nella sosta. Una situazione che da tempo non si vedeva: i tifosi apprezzano perché si è sicuri che questo Calangianus non deluderà.

A Sassu non è piaciuto che nell’ultima gara ci sia stata la stonatura di due ammonizioni inutili e che Bruno, sempre generoso e da applausi, abbia ecceduto nella foga meritandosi l’espulsione. «Si deve capire – ha detto il dirigente Sergio Piga - che certi atteggiamenti in campo stonano con il clima che abbiamo creato; poi Gancitano e Bruno sono recidivi. Nessuna condanna, ma chiediamo che ci sia più autocontrollo. Bruno viene con tanti sacrifici da Golfo Aranci e non può vanificare il buono che fa con attimi di irrazionalità».

«Guardiano avanti e speriamo che questo autolesionismo non si ripeta - ha invece detto il giovane mister Sassu -: il calendario che ci attende non è facile e non guarda in faccia a nessuno. A Bosa domenica non sarà facile, la Ferrini poi arriverà in Gallura a caccia di punti e poi ancora ci attende il Budoni in trasferta che mira a scalzarci. E subito dopo Tergu e Castiadas... Cinque gare entro metà febbraio che diranno realmente di che pasta siamo fatti».

La squadra ultimamente ha un po’ cambiato pelle con l’arrivo di Cocco, dei due Falchi, con Chessa in difesa, che ora compensa l’assenza dell’esperto Melino, per non parlare di Ferri e di Anedda, ancora da scoprire.

Ciò che colpisce è che sono tutti uomini che si sono adatti al tipo di gioco che richiede il mister e quasi completano il progetto iniziale. E ncora sono da sfruttare al meglio Desoldato, eccezionale a Uri, e l’unico calangianese in campo, Gianmario Tusacciu, responsabilizzato con la fascia di capitano, che potrebbe con il suo mancino dare un sostanzioso contributo . A lui, osservato speciale come l’ultimo dei giallorossi veraci, tocca tener alta la bandiera del calcio di quassù.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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