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L’“airone” Congiu mette le ali al Latte Dolce

L’“airone” Congiu mette le ali al Latte Dolce

Il centrocampista racconta il gol partita contro l’Ostiamare e il momento sì della sua squadra

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SASSARI. I tre punti conquistati alla grande a Foligno e svaniti a tavolino per un ricorso della squadra umbra (sul quale non è ancora stata scritta la parola fine) dovevano essere subito riconquistati sul campo, alla ripresa del campionato di serie D che coincideva con l'inizio del girone di ritorno. Senza stare a guardare il nome e la classifica dell'avversario e le difficoltà della sfida: bisognava vincere e basta. E il Latte Dolce ha vinto, all'ultimo soffio, contro l'ambizioso e solido Ostiamare che ce la messa tutta per sgambettare i sassaresi, nonostante l'handicap dell'inferiorità numerica.

«Sapevamo che sarebbe stata dura contro i laziali, che sono stati temibili e pure cattivi. Ma da parte nostra – racconta il difensore Andrea Congiu – c'erano rabbia e fame di risultato, siamo stati bravi e fortunati a indirizzare subito la gara su binari positivi. Nel secondo tempo non siamo stati impeccabili, abbiamo subito il pareggio e poi ci ha pensato il nostro portiere Garau a tenerci in partita, confermandosi il solito fenomeno tra i pali. Ci abbiamo creduto fino in fondo e la vittoria è arrivata».

A sbloccare il risultato è stato proprio lui, il difensore centrale nato centrocampista, 23 anni e con un passato giovanile nelle squadre della penisola dopo i primi passi alla Sacra Famiglia e poi alla Torres. Imperioso il suo stacco di testa, con l'estremo ospite inesorabilmente battuto.

«E' stata un'azione su corner spesso provata in settimana, sapevo esattamente dove Mereu avrebbe indirizzato il pallone, ho scelto bene il tempo per svettare e insaccare sotto la traversa. Di solito in allenamento non va mai a buon fine, meno male lo schema si è concretizzato di domenica. Dopo il gol mi sono piovuti addosso i compagni, nella gioia del mucchio ho rimediato anche qualche schiaffone, ma ho incassato volentieri. L'esultanza ad ali spiegate? Per questo mi chiamano l'Airone, dai tempi in cui giocavo a Brescia e c'era il bomber Caracciolo che festeggiava così i suoi gol. Dopo l'esperienza con le "rondinelle" ho girato parecchio, ma era destino che arrivassi al Latte Dolce per vivere momenti felici. L'anno scorso si è vinto il campionato di Eccellenza e ho realizzato 5 reti, ora stiamo facendo bene anche in serie D, dimostrando – conclude Congiu – che anche in questa categoria possiamo dire la nostra, ma soprattutto vogliamo e dobbiamo restarci. Sì, per noi è proprio un dovere centrare la salvezza. Sappiamo che non sarà facile ma siamo convinti che ci riusciremo».

Sandra Usai

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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