Il galà si trasforma in match: arbitro ko
Follie in Seconda: un’espulsione contestata e il capitano del Torpè, Domenico Doddo, frattura lo zigomo al direttore di gara
TORPE’. Storia di ordinaria follia su un campo di Seconda categoria. I riflettori si sono accesi sulla sfida tra il Torpè e la Star Sport Olbia. Un anticipo di lusso tra la terza e la prima della classifica disputata davanti un pubblico di amici e parenti dei ventidue giocatori in campo. Una serata come tante cominciata in un clima di festa che si è fatto all’improvviso pesante. Al 20’ della ripresa, con il risultato di due a uno a favore del Torpè, il ventunenne Domenico Doddo (capitano della squadra di casa), ha avuto una reazione spropositata colpendo al volto il direttore di gara che poco prima lo aveva ammonito per la seconda volta. L’arbitro, Vincenzo Pinna, uno studente di 21 anni della sezione di Ozieri, è caduto a terra ma non ha perso i sensi. E’ stato subito soccorso dai sanitari in servizio allo stadio e dai dirigenti delle due squadre ed stato aiutato a rialzarsi. La partita, però, si è conclusa li. Il direttore di gara ha fischiato la fine ed è rientrato negli spogliatoi. Poi si è fatto accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale di Olbia dove i medici gli hanno assegnato 40 giorni di cure per una frattura allo zigomo riservandosi ulteriori accertamenti.
La vicenda avrà inevitabilmente un nuovo capitolo perchè del fatto si stanno occupando i carabinieri che hanno identificato l’aggressore e raccolto le prime testimonianze. Va detto che i dirigenti del Torpè si sono subito attivati per calmare gli animi e lo stesso hanno fatto i giocatori di casa. Anche Domenico Doddo, si è reso conto di essersi lasciato trascinare oltre i limiti del lecito è ha tentato di chiedere scusa. Si è presentato negli spogliatoi ma l’arbitro, ancora scosso e dolorante, gli ha negato l’accesso.
L’aggressore rischia adesso guai giudiziari perchè con una prognosi così pesante la denuncia scatta in modo automatico. E anche l’arbitro ha già fatto sapere che chiederà ai vertici dell’Aia l’autorizzazione (che gli verrà sicuramente concessa)per procedere penalmente.
Sulla vicenda hanno preso posizione la Figc regionale con un documento ufficiale di condanna e la dirigenza del Torpè che ha inviato una lettera al presidente del Comitato regionale Sardegna e al direttore di gara vittima dell’aggressione. «Sappiamo che indietro non si può tornare – si legge nella nota – ma sentiamo il dovere di chiedere scusa e garantire che gesti isolati del genere, non avverranno più. Il giocatore che si è reso protagonista del grave episodio, è sempre stato rispettoso nei confronti degli avversari e dei direttori di gara. Il gesto irresponsabile e inaspettato, non può rovinare quanto stavamo mettendo in mostra, dal punto di vista della sportività, sui campi di calcio della provincia».
L’episodio dell’altro ieri è solo l’ultimo di una serie che si arricchisce settimana dopo settimana. Ne fanno fede i comunicati del giudice sportivo spesso paragonabili a bollettini di guerra. Una situazione inaccettabile che gli stessi arbitri hanno più volte denunciato ai vertici federali e che sta creando seri problemi di reclutamento.
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