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Un under 40 alla guida del calcio a 5: «Già a caccia di pubblico e sponsor»

Un under 40 alla guida del calcio a 5: «Già a caccia di pubblico e sponsor»

ROMA. Andrea Montemurro è un giovane e vincente imprenditore romano. E’ stato il più giovane direttore generale di serie A (2001) nonché il più giovane presidente vincitore di un trofeo nazionale...

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ROMA. Andrea Montemurro è un giovane e vincente imprenditore romano. E’ stato il più giovane direttore generale di serie A (2001) nonché il più giovane presidente vincitore di un trofeo nazionale (2011). Candidato alla presidenza della Divisione Calcio a 5 è stato eletto poco prima di Natale, diventando il più giovane presidente nella storia del Coni e della Federcalcio.

A 39 anni lei è presidente di una federazione italiana. È solo un caso o qualcosa sta cambiando?

«È il segnale che uno sport fresco e dinamico come il calcio a 5 forse aveva bisogno di una persona che lo rappresentasse con le medesime caratteristiche».

Rinnovamento e cambiamento sono le parole chiave della sua campagna elettorale: come e in quale misura intende attuarle?

«In pochi punti cardine: ridare centralità alle società, implementare l'attività mediatica, rafforzare l'attività di base e avvicinare nuovo pubblico e nuovi sponsor».

Qual è il suo obiettivo più grande in questo mandato?

«Portare il calcio a 5 ad essere tra i dieci sport più popolari in Italia, quindi a divenire non solo uno sport giocato ma anche uno sport visto».

Ha detto che da gennaio sarà su tanti campi. E che realizzerà quasi un evento a settimana. Ci racconti il programma e questi primi giorni di gennaio.

«Sono in giro ogni settimana sui campi di tutta Italia per capire umori e problemi dei club e del movimento, ho lanciato lo slogan di una innovazione a settimana e lo sto perseguendo, in sole tre settimane di mandato ho presentato un importante accordo televisivo con il canale Fox e siamo riusciti a portare l'allenatore della nazionale Argentina Diego Giustozzi in Italia per dei clinic gratuiti a favore dei tecnici».

Quanti sono i tesserati e come pensa di incrementarli?

«I tesserati sono oltre centomila, ma in realtà il nostro è un bacino di oltre un milione di persone che quotidianamente praticano questo sport».

Le squadre di calcio a 5 hanno una certa mortalità, come si possono rendere longeve?

«Bisogna lavorare sulle partnership e sulle sponsorizzazioni per consentire alle società di sopravvivere a questo periodo di crisi».

Quali sono gli esempi di federazioni internazionali a cui vorrebbe ispirarsi?

«Sicuramente la Spagna in cui il Futsal è una realtà dominante».

Sport e business quali sinergie attivare?

«Bisogna attivare un rapporto preferenziale tra gli utenti e i praticanti del Futsal e alcuni brand che scelgono il calcio a 5 come piattaforma da cui attingere visibilità».

Gli sponsor perché dovrebbero investire sul calcio a 5?

«Perché è uno sport dinamico e vivace, uno sport moderno e futuristico in linea con le nuove tecnologie».

Perché i campioni di calcio a 5 all'estero sono conosciuti e in Italia no? Cosa si può fare per aumentarne la notorietà?

«Perché in Italia siamo offuscati dal calcio e dalle sue dinamiche, bisogna guardare verso il Futsal per divertirsi e avventurarsi in uno sport fatto di magie tecniche e risultati sempre in bilico. (re.spo.)

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