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Dinamo a Varese per allungare la striscia

di Andrea Sini

Basket. I sassaresi sono reduci da tre vittorie di fila in campionato e fanno visita alla Openjobmetis, ultima ma in crescita

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SASSARI. Vietato guardare la classifica, ancor di più cullarsi sugli allori delle ultime vittorie e pensare all’impegno di mercoledì contro il Partizan. Oggi la Dinamo fa visita all’Openjobmetis Varese (palla a due alle 18,15) nella prima giornata del girone di ritorno del massimo campionato di basket. A questo, solo a questo, dovranno pensare i biancoblù di coach Federico Pasquini, intenzionati a scalare ulteriormente la classifica.

Niente distrazioni. Non tragga in inganno l’ultimo posto della graduatoria occupato dai brianzoli di Attilio Caja: reduci sì da quattro sconfitte consecutive in campionato (7 nelle ultime 8 gare), ma capaci nell’ultima settimana di dare un colpo di coda in Champions League, con due vittorie importantissime che dimostrano come il gruppo sia in netta crescita. Su tutti ci sarà da tenere d’occhio il centro Anosike, un lungo che storicamente alla Dinamo ha fatto molto male, capace nelle ultime partite di tirare giù anche 20 rimbalzi per volta. E occhio anche all’esterno Eric Maynor,giocatore da 11,5 punti a partita capace di sfornare qualche trentello (come contro Cantù) e di smazzare 5,4 assist a partita. Tra i padroni di casa ci sarà l’ex biancoblù Christian Eyenga, assai più solido e concreto di quello visto a Sassari, che quest’anno è andato oltre i 15 punti in metà delle partite giocate. Velocità e atletismo sono le doti principali dell’Openjobmetis, che nel match dell’andata – giocato ormai una vita fa – tenne testa al Banco di Sardegna sino all’ultimo, perdendo poi per 78-72.

Carter dentro, Djo fuori. Scelte fatte anche per quanto riguarda il turnover: sotto le plance ci sarà Gani Lawal (ma non è detto che parta in quintetto), e dunque Gabe Olaseni resterà ancora una volta in tribuna. Nuova chance per Josh Carter, ripescato martedì per il match in Germania e preferito a Johnson Odom, ormai in rotta di collisione con società e staff tecnico. Con la presenza di Carter (sperando che la sua prestazione sia all’altezza) i sassaresi sono più completi e bilanciati e possono contare su due ali piccole di ruolo (l’altra è Devecchi).

Morale alto. A proposito di Germania, la vittoria ottenuta sul campo di Ludwigsburg ha permesso ai sassaresi di essere artefici del proprio destino nella Champions League e di mettere definitivamente in archivio la netta sconfitta di Istanbul, arrivata al termine di una gara letteralmente non giocata, con i giocatori biancoblù completamente scarichi dopo un viaggio infernale. La crisi autunnale era comunque già stata spazzata via con il tris di vittorie che ha chiuso il girone d’andata, contro Torino, Venezia (in trasferta) e Caserta. L’approdo alla Final Eight e la personalità con la quale Brian Sacchetti e compagni si sono imposti su tre squadre affrontate in momenti di rispettivo “gas”, ha permesso al gruppo guidato da Pasquini di eliminare molte delle insicurezze mostrate nei mesi precedenti. Il successo autoritario ottenuto in terra tedesca, al netto della rimonta finale dei padroni di casa, ha confermato i segnali positivi e la crescita della squadra sotto tutti i punti di vista.

Concretezza e idee chiare. La Dinamo ha la migliore difesa del campionato, 74,5 punti subiti di media, e ne segna 78,5 a partita. Varese ne incassa 80,8 e ne segna 75,7 (terzo peggior attacco). Alla vigilia della trasferta in terra brianzola Pasquini ha messo l’accento sulla necessità di controllare il ritmo della gara, per evitare di farsi travolgere dal ritmo della squadra di Caja. Le rotazioni lunghe stanno consentendo a Pasquini di coinvolgere almeno 9-10 effettivi in tutte le fasi del gioco: un elemento fondamentale, che se da un lato consente di non spremere i giocatori, dall’altro valorizza la dote principale della Dinamo 2016-’17: il gioco di squadra. Tutte le volte in cui minutaggi, tiri (e punti), rimbalzi e responsabilità sono stati spalmati sul roster, la squadra ha reso al meglio. È su questo che ancora una volta bisognerà puntare per uscire indenni da quello che resta un campo estremamente difficile. E la Dinamo ne ha tutte le potenzialità.

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