Balotelli: «Razzismo legale a Bastia? Vergogna»
L’attaccante accusa i tifosi corsi per gli insulti durante la partita. Il club: collaboriamo con la Lega
BASTIA. Dopo aver ingoiato pillole di razzismo in Italia ed Inghilterra, Mario Balotelli ha scoperto che la Francia sul tema ha poco da imparare. «Una vera vergogna» conclude il messaggio postato su Instagram dall’attaccante del Nizza, sbeffeggiato e insultato dai sostenitori del Bastia nella partita terminata 1-1. «Ho una domanda per i francesi - scrive in inglese Balotelli -. È normale che i tifosi del Bastia abbiano fatto versi da scimmia e “uh uh” per l'intera partita e nessuno della commissione disciplinare dica nulla? Dunque il razzismo è legale in Francia? O lo è solo a Bastia? Il calcio è un bello sport, ma persone come i tifosi del Bastia lo rendono orribile!». Uno studio condotto nel 2015 dall'associazione per la lotta al razzismo “Kick It Out”, aveva certificato come l'italiano - allora in maglia Liverpool - fosse il calciatore della Premier League più insultato sui social network. Ma anche in Italia, sia con la maglia dell'Inter che con quella del Milan, Balotelli ha affrontato i “buu” su quasi tutti i campi della serie A. E addirittura in azzurro, come accadde durante un raduno a Coverciano nel 2014, quando uno pseudotifoso gli diede del «negro di m...». L’anno precedente l'attaccante, esasperato, in un'intervista alla Cnn era arrivato a minacciare di lasciare il campo, dopo l'ennesima pioggia di grida di scherno lanciatigli, in quell'occasione a San Siro, dai tifosi della Roma. Che venne multata di 50mila euro.
Il club corso ha respinto le accuse di Balotelli. «Dopo mezzogiorno un messaggio postato su un social network da Mario Balotelli secondo cui il giocatore del Nizza - è la posizione del Bastia in un comunicato diramato ieri sera - avrebbe subito durante tutto l’incontro versi di scimmia provenienti dai tifosi di casa, provocando una stigmatizzazione nei confronti del nostro club e del nostro pubblico. Non avendo constatato tutto questo, nè essendo stati informati in merito dagli arbitri, dai delegati o dai dirigenti del Nizza, è con stupore che il nostro club apprende a posteriori queste cose che recano danno considerevole all’immagine della società. Il Bastia è sempre stato legato ai valori del rispetto dei giocatori di tutte le origini. Prendendo atto del comunicato della Lega che annuncia l’apertura di un’inchiesta, il nostro club si mette a disposizione affinchè venga fatta luce, in maniera chiara e inequivocabile su questo tipo di comportamenti per natura stupidi e inaccettabili».
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