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Festa del Coni a Sassari, lo sport batte anche la crisi

Premi per le eccellenze della scorsa stagione: i nomi sono numerosi e illustri Appuntamento domani pomeriggio (ore 16,30) alla Camera di Commercio

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SASSARI. Pochi soldi, poche palestre, poca voglia di sacrificarsi. Potrebbe essere un disastro eppure lo sport sardo e quello sassarese continuano a produrre eccellenze in tante discipline. Una conferma si toccherà con mano domani nella tradizionale festa per la consegna dei premi Coni. L’appuntamento è nella sala della Camera di commercio, in via Roma, dove sfileranno campionissimi che lo scorso anno si sono messi in luce conquistando titoli importanti. L’elenco è lungo e spazia un po’ in tutte le discipline. Si va da Omar Magliona, portacolori del mondo dei motori, a Fabio Poddighe, campione italiano di triathlon, dalla Dinamo a Jeff Onorato, campione mondiale di figure nello sci nautico.

La cerimonia comincerà alle 16,30 e anche i posti riservati alle autorità saranno tutti occupati. A fare gli onori di casa sarà Lucio Masia, delegato provinciale del Coni, ma porteranno un saluto anche Gianfranco Fara, presidente regionale del Comitato Olimpico, il sindaco di Sassari Nicola Sanna, l’assessore regionale allo Sport Claudia Firino, il presidente del Consiglio Regionale Gianfrando Ganau e l’assessore allo Sport del Comune Vittoria Casu.

In sala il clima sarà di quello di sempre, con tanti volti conosciuti e l’entusiasmo di ritrovarsi per celebrare un anno appena concluso e farsi gli auguri per quello che sta cominciando. Molti hanno già messo in bacheca la targa del Coni ma per tanti, soprattutto i più giovani, sarà la prima volta. Ci sarà spazio per disclipline che non hanno grandi attenzioni sugli organi di informazione ma riempiono le palestre (la danza e, in genere, le arti marziali) e per altre che sono un po’ di nicchia ma riescono sempre a produrre medaglie (tiro e arco). Ci sarà l’olimpionioco Luigi Lodde e ci sarà un momento particolare perchè una targa verrà consegnata ai genitori di Irene Avitabile, una giovane amazzone che stava realizzando il suo sogno di trasformare una passione in mestiere. Irene non c’è più ma il mondo dello sport non l’ha dimenticata e le riserverà un grande applauso.

Dopo la cerimonia (i tempi sono stretti perchè la Dinamo dovrà scendere in campo per conquistare i playoff della Champions), il Coni offrirà un rinfresco. Sarà un terzo tempo meno formale ma utile per dimenticare - almeno per una sera - che non ci sono soldi, che le palestre sono vecchie e che è sempre più difficile spiegare che lo sport è anche sacrificio.

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