Dinamo-Reggio, operazione sorpasso
Stasera alle 20.45 torna la sfida infinita con la Grissin Bon. Le due squadre sono appaiate al quarto posto in classifica
SASSARI. Vincere, allungare il passo, lanciarsi in alta quota. Quattro vittorie di fila e non sentirle, perché la stagione è ancora lunga e le migliori tengono comunque un ritmo alto. Banco di Sardegna-Grissin Bon non è più una sfida come le altre almeno da un paio di stagioni, ma la riedizione della finale scudetto di due anni fa stavolta vale soltanto per le statistiche. Stasera alle 20,45 al palazzetto, nel posticipo della seconda giornata di ritorno della serie A, la squadra di Federico Pasquini incrocia le armi con la Reggiana di Max Menetti. Le due squadre arrivano a questo confronto appaiate al quarto posto in classifica a quota 18 punti in situazioni diametralmente opposte. Da una parte ci sono i biancoblù, che in campionato hanno vinto le ultime quattro partite e, considerando anche gli impegni di Champions League, nell’ultimo mese hanno un bilancio di 7 vittorie e una sola sconfitta. Dall’altra ci sono i vicecampioni d’Italia, incerottati e “contati”, che hanno perso le ultime tre gare e nell’ultimo mese e mezzo sono riusciti a portare a casa un solo successo, per altro contro la capolista Olimpia Milano. In più i biancorossi hanno allungato il roster con il centro Jalen Reynolds, che stava dominando in A2 con Scafati. Un gruppo in piena fiducia contro una squadra con qualche problema, dunque, ma la storia recente di questo confronto ha abituato tutti a risultati non necessariamente corrispondenti ai pronostici e alla logica. Per questo alla Dinamo, che nel frattempo ha messo nel mirino la Final Eight di Rimini e il doppio confronto di Champions contro il Cez Nymburk, serve comunque una prestazione di alto livello, sul solco di quanto fatto nell’ultimo periodo.
Nel match dell’andata, giocato al PalaDozza di Bologna, si vide la migliore Dinamo “prima edizione”, con una prestazione di alto livello e una sconfitta sul filo di lana 86-80 di fronte a una squadra capace di mandare sei uomini in doppia cifra e di segnare 56 punti nella seconda metà di garaa. Oggi del Johnson Odom da 24 punti e 6 assist e dell’Olaseni da 10 punti con 5/5 e 6 rimbalzi in appena 16’ non c’è minimanente traccia, e la squadra biancoblù ha cambiato volto: gli innesti di Bell e Lawal (Djo è sulla via della cessione, Olaseni sarà ancora in tribuna) e la condivisione di responsabilità tra tutti i componenti del roster hanno fatto della Dinamo una squadra più solida, più sicura e meno schizofrenica, non certamente perfetta ma capace di giocare il suo basket con grande continuità. Il tiro da tre punti sta tornando a essere un’arma letale (il Banco è secondo in serie A con il 40,3%, mentre Reggio è seconda nei tiri da 2, con il 55,1%), ma le vittorie di Venezia e Varese, e quelle ottenute al palazzetto contro Caserta e Partizan, tanto per restare alle ultime settimane, sono figlie di una condizione mentale ottimale. Esattamente quello che serve per superare una squadra come Reggio Emilia, incerottata sì, ma comunque solidissima.
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