Salamon punta, l’ultima carta di Rastelli
La curiosa decisione dell’allenatore rimasto senza ricambi: il polacco è entrato a 4’ dalla fine ed è stato determinante
CAGLIARI. Qualcuno scherzando alla fine diceva in tribuna stampa: «Un giorno potrete raccontare di aver Salamon schierato da centravanti». Anche le vie del calcio, evidentemente sono infinite, e pure le scelte degli allenatori. Ieri, finito sotto dopo aver dominato la partita, a causa di un gol di Destro, Rastelli non ha potuto fare come è capitato in tante occasioni da quando, nell’estate del 2015, è finito ad allenare il Cagliari: girarsi e scegliere fra gli attaccant a disposizione, e magari metterne prima uno, poi un’altro, fino ad arrivare a 4, come è successo realmente».
Ieri per recuperare la partita che si stava avviando verso l’immeritata sconfitta, Rastelli, girandosi, vedeva solo ragazzini delle giovanili, un paio di terzini, sinistri, un paio di difensori e basta. Fuori Joao Pedro per squalifica, fuori Diego Farias infortunato come pure, sino a fine stagione, Federico Melchiorri. Out, anche se seduto con gli altri, anche Giannetti, che ieri mattina si è presentato al Sant’Elia con la febbre a 39°. Un disastro. Così, il tecnico rossoblù ha giocato l’unica carta disponibile: dentro il “pennellone” Salamon, polacco che in carriera ha iniziato come centrocampista per poi diventare difensore centrale. «In effetti quando siamo arrivati allo stadio ho detto a Bartosz che avrebbe potuto essere schierato in tre ruoli diversi – racconta divertito Rastelli–: difensore, centrocampista o attaccante, Alla fine, mancavano 4 minuti, l’ho messo in attacco ed è stato utilissimo a tenere su la squadra». Salamon non si è fatto certo ripetere la storia dei tre ruoli da ricoprire, tanto che diligentemente, si è messo a bordo campo a riscaldarsi praticamente sino dai primi minuti. Evidentemente il polacco, 25enne di Poznan, avrà pensato di poter essere chiamato in campo in qualsiasi momento Il jolly sorprendentemente giocato da Rastelli ha funzionato benissimo, perché il peso in più dato dal polacco ha creato qualche scompenso al meccanismo difensivo bolognese.
Salamon, tra l’altro, è stato decisivo anche nel gol di Borriello, perché si è messo in mezzo alla berriera dei felsinei, e si è abbassa proprio a far passare la palla calciata dal suo compagno con precisione e indirizzata all’incrocio dei pali della porta difesa da Mirante. Bravo Borriello, insomma, ma bravo anche Salamon.
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