Squadra umile che sa soffrire e cambiare pelle
CAGLIARI. Una sconfitta col Bologna sarebbe stata una mazzata sul piano psicologico. Il gol di Borriello nel recupero ha evitato una beffa. Il Cagliari domenica ha dimostrato di saper soffrire. Ha...
CAGLIARI. Una sconfitta col Bologna sarebbe stata una mazzata sul piano psicologico. Il gol di Borriello nel recupero ha evitato una beffa. Il Cagliari domenica ha dimostrato di saper soffrire. Ha reagito alla situazione di emergenza (sette gli assenti), è riuscito a rimettere in piedi una partita dominata per un’ora prima di andare sotto. La rete di Destro è stato come subire un montante all’improvviso e finire al tappeto. I rossoblù il colpo lo hanno accusato ma una volta passato lo stordimento, hanno riordinato le idee per l’assalto finale e sono stati premiati.
Sacrificio. Il Cagliari non può permettersi di rinunciare a sette giocatori tutti insieme. E forse non se lo può permettere nemmeno la Juventus. Rastelli ha il merito di essersi fatto venite delle idee, ne ha parlato con la squadra e ha chiesto ai giocatori la disponibilità a giocare in ruolo diverso. L’esempio è Marco Sau. Bomber di professione, è stato schierato come quarto di centrocampo a sinistra. Si è sacrificato in un massacrante lavoro di copertura e lo ha fatto in modo continuo, rincorrendo gli avversari se necessario, percorrendo tanti chilometri. Tutto questo con spirito di servizio, senza perdere lucidità quando si è trovato nella condizione di calciare verso la porta.
Genio e sregolatezza. Se c’era bisogno di conferme, il match col Bologna ha detto che Davide Di Gennaro si esprime al meglio quando è sollevato da compiti di marcatura. Il centrocampista è uno spirito libero, se gli vengono affidati compiti rigidi si sente imbavagliato. Rastelli lo ha lasciato libero di muoversi tra le linee per non dare punti di riferimento. Lui ha risposto alla grande, si è sentito come un “bambino” che può fare ciò che vuole ed ha messo al servizio dei compagni il suo genio calcistico. Non sempre il Cagliari potrà giocare con il 4-1-4-1 ma è una soluzione che funziona.
R.M.
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