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Sergio Lai si scusa con le donne per la frase sui veri atleti

Giovanni Dessole
La partenza del cross femminile “Città di Villacidro”
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La partenza del cross femminile “Città di Villacidro”

Una nota ufficiale del presidente della Fidal regionale pone fine alla polemica. Telefonata anche alla Andreozzi che ha sollevato il caso, ormai virale sul web

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SASSARI. Alla fine le scuse di Sergio Lai sono arrivate, tramite un comunicato della Fidal nazionale. Il presidente del comitato regionale è stato accusato (prima da un’atleta, Giulia Andreozzi, sui social media, poi da vari esponenti politici) di comportamento sessista, per aver annunciato, al termine della gara femminile di cross di Villacidro, la seguente frase: “Ora arriva la gara clou, vedremo gareggiare i veri atleti” riferendosi alla gara maschile,

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«Sono profondamente amareggiato – le parole di Lai – per la diffusione che ha avuto questa polemica. Non era mia intenzione offendere nessuno, né tantomeno esprimere un concetto sessista, lontano anni-luce dalla mia formazione e dalla mia storia, che dicono tutt'altro. Ma prendo atto delle proteste, e nel rispetto del ruolo istituzionale che occupo, mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti offesi per la mia affermazione. I veri atleti sono tutti coloro che, uomini e donne, ad ogni livello, dedicano sentimenti ed entusiasmo allo sport. Senza alcuna distinzione di genere».

La frase di Lai è stata considerata discriminatoria dalla Andreozzi, che si è sentita offesa come atleta e come donna. La sua amarezza subito dopo l’episodio era stata espressa in un post su facebook, diventato virale. Siti internet, testate specializzate e non (anche le più importanti testate nazionali, da Gazzetta.it a Repubblica.it) hanno rilanciato l'accusa di discriminazione sessista contenuta nel post e il pandemonio ancora non accenna a placarsi.

Nel frattempo, già nel tardo pomeriggio di lunedì, fra Lai e la Andreozzi si è stabilito un contatto e sono arrivate le scuse. «Ci siamo sentiti per telefono, mi ha chiamata lui – dice l’atleta –. Ha confermato di aver pronunciato la frase incriminata ma ha ribadito anche che non ci vede ancora nulla di male, tantomeno di sessista. Mi ha detto che tuttavia, se le sue parole avevano urtato la mia sensibilità, gli spiaceva e mi chiedeva scusa. Ma era ancora realmente convinto di non aver fatto e detto nulla di grave. Io non ne faccio una questione personale, non faccio politica sportiva e non vado certo in cerca di teste da far rotolare ma volevo che capisse e ammettesse che il messaggio lanciato era sbagliato. La discriminazione è un male da estirpare. In attesa di scuse ufficiali la cosa ora va avanti a un livello superiore, non dipende più solo da me». Un passo indietro, utile a contestualizzare. Nel frattempo l'Assist, Associazione Nazionale Atlete, che aveva inviato una lettera durissima indirizzata al vertice del Coni e al Governo, attende una risposta che a questo punto potrebbe essere superata dagli eventi.

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