Numeri da incubo: lontano dal Sant’Elia il Cagliari sparisce
Solo quattro punti in dodici gare e ben dieci sconfitte Gol con il contagocce (solo sette) e approcci imbarazzanti
INVIATO A BERGAMO. Numeri da incubo per il Cagliari lontano dal Sant’Elia. Un punto nelle ultime otto gare in trasferta, quattro in totale, dieci le sconfitte. La squadra di Rastelli anche contro l’Atalanta ha sbagliato l’approccio. Non possono essere una scusante le assenze e qualche giocatore in condizioni fisiche precarie. I rossoblù sapevano che avrebbero affrontato un’avversario che ingrana da subito le marce alte, impone ritmi vertiginosi, lotta e corre come pochi. Hanno solo subito, perdendo quasi tutti i contrasti, ripetendo errori che definire una costante non è per niente esagerato.
Recidivi. Non è la prima volta che fuori casa il Cagliari ha alzato bandiera bianca dopo una ventina di minuti. E’ successo con la Juventus, col Torino, in casa con Napoli e Fiorentina, a Roma con la Lazio. In tutte queste occasioni ha incassato goleade ed è stato costantemente in soggezione dell’avversario. Le prime due gare del 2016, con Milan e Roma, pur perse, avevano trasmesso segnali diversi. Una squadra più ordinata, più attenta, determinata, che si è arresa solo per episodi sfortunati. A Bergamo è stato fatto un passo indietro, con l’aggravante che in porta i rossoblù hanno calciato una sola volta, su punizione da fuori area. In trasferta la squadra difetta di personalità, non riesce ad esprimere il calcio aggressivo che sul proprio campo gli ha consentito di mettere insieme 23 dei 27 punti attualmente custoditi in cassaforte. Un difetto corretto solo in parte che ogni tanto riaffiora.
Numeri da incubo. In casa il Cagliari ha segnato 25 gol, subendone 21. In trasferta è andato a bersaglio solo sette volte, incassando 27 reti. Di queste 23 su azione e più della metà in contropiede. Premesso che nel girone di andata l’equilibrio tra le due fasi di gioco è stato il tallone d’Achille dei rossoblù, il problema resta la copertura sulle corsie. E’ vero che l’Atalanta ha due giocatori ( Gomez e Conti) di grande gamba sugli esterni. Ma se analizziamo la gara con i nerazzurri, quante volte sono stati raddoppiati? Poche e proprio dalle corsie sono nati i gol che hanno messo al tappeto la pattuglia di Rastelli.
Rimedi. Intanto recuperare gli infortunati. Ionita a Bergamo ha giocato qualche minuto ma deve migliorare la condizione. Ci sono buone possibilità che Padoin e Farias si possano riaggregare al gruppo ed essere disponibili per la gara con la Juventus. Ma sarà fondamentale un altro aspetto, quello caratteriale. La squadra non può permettersi di giocare senza la necessaria cattiveria agonistica. Non può essere molle. Deve cancellare definitivamente gli «approcci orribili», come li ha definiti il difensore portoghese Bruno Alves.
All’erta. Si sente dire che vanno trovate le motivazioni per finire la stagione. Parole pericolose, perchè lo sport insegna che fino a quando non c’è il conforto della matematica, parlare in anticipo di obiettivo raggiunto è un errore. Il Cagliari non ha ancora centrato la salvezza e gli ultimi risultati del Palermo non vanno sottovalutati. Alla vigilia di un ciclo di tre gare difficili (in casa con la Juve, a Marassi con la Samp e a Crotone), è meglio titarsi su le maniche e pensare a muovere la classifica.
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