Isla: se segno contro i bianconeri esulto
Il centrocampista del Cagliari lancia la sfida alla sua ex squadra: «Sono fortissimi ma noi siamo carichi al punto giusto»
CAGLIARI. Il primo sms alla regina in carica del pallone italico, gliel'ha dato Bruno Alves: «La Juventus? Nel calcio nulla è impossibile». Ieri, dalle frequenze di Radiolina, ci ha pensato Mauricio Isla. Il Cagliari si piega, perde pezzi, ha acciacchi e infortuni, ma non si spezza. Il nazionale cileno accelera. «Nessuno se la prenda a male ma se domenica segno, esulto. Contro la Juventus per me è una partita speciale, ho giocato lì due anni. Ma anche se non fossi un ex la sentirei in modo particolare: quando affronti un avversario così forte le motivazioni vengono da sole». Il messaggio è chiaro: in casa Cagliari l'adrenalina scorre. «Roma, Napoli e Inter sono da sempre le rivali ma vince sempre la Juventus. A Torino – prosegue Isla – mi sono allenato con Pirlo e Buffon, campioni che ti insegnano sempre qualcosa. Oggi hanno Dybala e Higuain». Il mediano cileno tira dritto: «Sono andato via dalla Juventus perché non ho dimostrato di essere all'altezza di quella squadra. Oggi gioco per il Cagliari e penso solo alla mia squadra: stiamo preparando la partita al 200 per cento, tutti vogliono giocare contro la prima in classifica per dimostrare qualcosa a sé stessi, ai compagni e ai tifosi». Approccio e attenzione. «Dobbiamo entrare in campo col cuore e tutta la grinta che abbiamo».
Intanto, va archiviata la prova opaca di Bergamo. «Dopo la partita eravamo tristi, contro Milan e Roma pur avendo perso abbiamo dimostrato di essere una squadra più unita rispetto al girone di andata. La vittoria sul Genoa e il pareggio col Bologna? Abbiamo giocato bene, mentre a Bergamo abbiamo fatto un passo indietro». Mauricio prende fiato. E rilancia: «Ad Assemini ne abbiamo parlato, dobbiamo raddrizzare la rotta e lavorare per migliorarci perché manca ancora tanto alla fine del campionato. Abbiamo avuto tanti infortunati, ora speriamo di recuperare tutti».
Si passa a tattica e modulo. Isla, pendolino tra difesa e centrocampo. «Quando gioco più avanti do il mio contributo in contropiede e pressing, ma non ho confidenza con il gol. Ho fatto il centrocampista per tanti anni, nel Cile gioco da terzino: voglio solo dare il mio apporto dove vuole il mister Rastelli». La tirata è lusinghiera: «Credo di non aver ancora fatto vedere il vero Isla in rossoblù. Devo lavorare per riuscire a dare il massimo. I compagni? Barella dà sempre tutto , ha enormi qualità e gli dico sempre che se continua così avrà una carriera davvero importante. Sau mi ricorda Di Natale, non tanto alto ma quando ha il pallone fa quello che vuole ed è sempre pericoloso. Ibarbo? Non so cosa sia successo, ma giocare bene e segnare è l'unico modo per riconquistare l'affetto di chi ha storto il naso per il suo rientro». Infine, vita privata e all'ambientamento: «Cagliari è bellissima, è simile al mio Cile: c'è il mare che mi mancava, il clima è fantastico, adoro il cibo e la gente».
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