Fra calcio e atletica finisce pari e Patta
Il giovane oristanese che gioca nel La Palma è esploso nello sprint indoor con l’argento nei 60 e il bronzo nei 200 metri
SASSARI. «Come ogni atleta il mio sogno è quello di partecipare alle Olimpiadi ma so che non sarà per niente facile». Con una botta di schietta giovanile spontaneità il sedicenne oristanese Lorenzo Patta confessa il suo sogno nel cassetto di atleta che ambisce alla massima rassegna sportiva.
Il giovane sprinter dell’Atletica Oristano è stato la grande rivelazione della velocità ai recenti campionati italiani allievi indoor, disputati lo scorso fine settimana al Palaindoor di Ancona. Dalle Marche Lorenzo Patta, brillante calciatore con la maglia del La Palma Monte Urpinu, società di Eccellenza, ha portato in Sardegna una medaglia d’argento nei 60 metri e una di bronzo nei 200 metri con tempi di assoluto valore tecnico.
Si aspettava questi risultati?
«In parte sì, ma non con queste prestazioni cronometriche. Diciamo che sono molto soddisfatto del risultato perchè penso di aver fatto davvero bene».
Ora entra in una nuova dimensione tecnica. Come pensa di comportarsi e quali sono i suoi obiettivi agonistici?
«Con la prova indoor dei campionati italiani ho chiuso la stagione al coperto e penso già alla stagione outdoor. In pista all’aperto il mio obiettivo sono naturalmente i campionati italiani di categoria ma non nego che ora, visti i risultati di Ancona, faccio anche un pensierino al minino di partecipazione per i mondiali di categoria. Riuscire a partecipare alla rassegna iridata under 18 sarebbe bellissimo.
Un obiettivo cronometrico?
«Non ne ho uno preciso, Diciamo che però punto a correre costantemente sotto gli 11 secondi nei 100 ea a riuscire a andare sotto i 22 nei 200».
Com’è arrivato all’atletica e con chi, e quanto si allena?
«Mi alleno con il tecnico dell’Atletica Oristano Valentina Piras e vado al campo tre volte alla settimana. Sono arrivato all’atletica attraverso le gare degli Studenteschi, scoperto e incentivato dall’insegnante di educazione fisica Marco Meletti, nella primavera dello scorso anno. Da lì è nata la forte passione per la velocità».
Giocava e ancora gioca a calcio. Come vive questa doppia dimensione sportiva?
«Gioco a calcio da quando vevo 6 anni, ho fatto tutta la trafila delle varie categorie. Ora mi alleno una volta a settimana con la squadra e poi gioco la domenica. Poi c’è stata la folgorazione dell’atletica, molto più impegnativa e assorbente, con tre allenamenti la settimana e poi le gare. Lasciare il calcio è dura, perchè è una parte della mia vita , ma l’atletica mi sta dando soddisfazioni, mi sto appassionando. Comunque sono due contesti differenti perchè uno è un gioco di squadra, nel quale c’è un gruppo e ci si diverte in tanti, mentre l’atletica è una sfida individuale con se stessi per migliorarsi costantemente».
Roberto Spezzigu
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