La Torres prova a rialzarsi
Rossoblù al lavoro. Cinque Daspo per altrettanti ultrà
SASSARI. Piove sul bagnato. La Torres non gioca male ma resta inchiodata nei bassifondi della classifica, si sforza per riallacciare il feeling con i tifosi (ancora scottati dall’esperienza Capitani e dall’incubo Piraino) e si scontra con i timori delle forze dell’ordine frutto di episodi lontanissimi nel tempo. Ieri cinque supporter rossoblù sono stati convocati in Questura e si sono visti notificare un Daspo firmato dal questore di Nuoro. I cinque non potranno accedere allo stadio per un periodo di tempo che varia da due a tre anni. Il motivo? Durante la partita che la Torres ha giocato a Nuoro due ultrà si sono arrampicati sulla recinzione che delimita la tribuna riservata agli ospiti e hanno acceso due fumogeni. Gli altri tre li avrebbero aiutati pur sapendo di violare un divieto imposto dalla Questura. I cinque sono stati identificati con le telecamere di videosorveglianza in funzione allo stadio e puniti con il divieto di seguire la loro squadra del cuore. La decisione è arrivata un po’ a sorpresa perchè da tempo non si registrano episodi di violenza collegabili ai tifosi torresini e il fatto che gli ultrà siano tanti e particolarmente attaccati alla maglia non può essere considerata una colpa e, tanto meno, un’aggravante. La Torres, quella che sta disperatamente cercando di salvare oltre un secolo di storia, ha bisogno dei sui tifosi e i tifosi meritano un minimo di fiducia.
La squadra intanto riprenderà oggi gli allenamenti sul campo della Sacra Famiglia per preparare la gara di domenica contro l’Aquila. Si tratta di un’altra partita delicata che i rossoblù devono assolutamente cercare di vincere.(a.l.)
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