Dalle vittorie dei solisti a quelle del gruppo, amo questa Dinamo
Nella storia della Dinamo la stagione del "triplete" è certamente indimenticabile. Successi straordinari maturati grazie a prestazioni di giocatori di talento che, supportati da ottimi comprimari,...
Nella storia della Dinamo la stagione del "triplete" è certamente indimenticabile. Successi straordinari maturati grazie a prestazioni di giocatori di talento che, supportati da ottimi comprimari, hanno portato la Dinamo, e Sassari, ai vertici del basket nazionale, regalando a tutti i sostenitori il dolce sapore delle vittorie prodotte da grandi individualità. Quest'anno, dopo un avvio di stagione incerto, è una realtà diversa. Apportati alcuni correttivi al roster iniziale sono arrivate bellissime vittorie in campo nazionale ed europeo, frutto di un lavoro collettivo. Certo, ci sono giocatori di grande caratura tecnica e fisica; c'è un maestro di fondamentali che lascia sempre avversari e pubblico a bocca aperta; ci sono giocatori meno dotati ma ugualmente preziosi. Ma quel che si apprezza è, soprattutto, la generosità di chi sta in campo, pronto a sbucciarsi le ginocchia per recuperare un pallone; l'altruismo; il faticare nel difendere; il ragionare alternato alla rapidità. Con un grande valore aggiunto: la spinta dei "panchinari".
Questo non è solo un insieme di buoni giocatori ma un gruppo nel quale, grazie alla sapiente gestione del coach, ciascuno ha un ruolo. Così si vincono le partite in campionato, così si perde la Coppa Italia solo all'ultimo minuto contro una squadra 4-5 volte più ricca; così vengono recuperati 10 punti in un minuto in Coppa Europa. E la spiegazione è una sola: questa Dinamo, che gioca con il cervello e con le gambe grazie a una eccellente preparazione atletica e a un grande cuore, è una vera squadra. Che ti emoziona, che ti appassiona, che si fa amare.
Agostinangelo Marras
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