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UDINESE BATTUTA

Immobile-gol, la Lazio sale ancora

 Immobile-gol, la Lazio sale ancora

Decide un rigore, la squadra di Inzaghi a -4 dalla zona Champions

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ROMA. La Lazio si avvicina al primo dei derby in serie, che infiammeranno la primavera romana, e lo fa suon di punti (tre), piegando l’Udinese, al termine di una partita fra le più brutte del campionato. In una Serie A poco allenante, che ha già (quasi) emesso i propri verdetti a ogni latitudine, sul terreno dell'Olimpico è andato in scena un horror di altissimo profilo scenico, fatto di passaggi sbagliati, giocate incomprensibili, conclusioni sgangherate. Solo un episodio poteva decidere un match che, altrimenti, si sarebbe avviato verso uno dei pareggi più sbiaditi che la massima divisione ricordi. Non una giocata, nemmeno un lampo, piuttosto una generosa decisione - quella dell’arbitro Pairetto (nomen omen), imbeccato dall'addizionale Sala - che ha concesso un rigore per un mani (difficile individuarlo anche nelle immagini televisive) di Ali Adnan su Immobile in area. Forse il pallone su un pugno chiuso, ma senza peccato. La mezz’ora stava per scoccare quando lo stesso Ciro il bomber ha insaccato nella porta di Karnezis un gol-partita trovato più che meritato. Fino ad allora, la Lazio aveva fatto davvero poco per guadagnarsi tre punti che pesano un quintale e che le permettono di respirare l’aria inebriante dell'Europa. Anzi, era stata l'Udinese ad aprire le danze con una bella incursione di Thereau che serve Zapata, la cui conclusione viene fermata da Strakosha. La risposta della Lazio è sui piedi di Patric, che mira nell'angolo e, invece, colpisce l’esterno della rete con una gran botta. Poi, la noia assale e la delusione smorza l'entusiasmo iniziale dei nemmeno tanti affezionati dell’Olimpico, alienati da una partita degna di altri e meno prestigiosi palcoscenici. Bisogna aspettare il 23’ della ripresa per vedere un tiraccio di Lulic, debole e impreciso. Un minuto dopo Jankto impegna Strakosha a terra, con un tiro telefonato, poi l'episodio del rigore che fa imbufalire Del Neri e manda in Paradiso la Lazio, a pochi giorni dal primo dei tre derby a breve scadenza contro la Roma. La Lazio sale a quinto posto, a un solo punto dalla celebrata Atalanta, ma non è tutto oro quello che luccica. Se nelle sfide contro Chievo e Milan, il predominio territoriale era stato netto, condito da una serie di conclusioni, oggi la squadra è apparsa assai stanca, priva di idee, svogliata. Contro la Roma, Inzaghi dovrà cambiare marcia, se vuole sperare in qualcosa di buono.

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