L’Olbia perde Cossu fermato dal giudice per quattro turni
Il capitano paga carissima l’espulsione di domenica La società ricorre: «Misura esagerata in un mese decisivo»
OLBIA. Una stangata. Durissima, sproporzionata, deprimente. Andrea Cossu, capitano e anima dell’Olbia, è stato squalificato per quattro giornate, dopo l’espulsione rimediata domenica scorsa, al Nespoli, contro la Cremonese.
«Per atto di violenza verso un avversario a gioco fermo; alla notifica del provvedimento di espulsione rivolgeva all'arbitro reiterate frasi offensive» è scritto nella motivazione del giudice sportivo, pubblicata ieri dalla lega di serie C.
Se non ci sarà uno sconto, Cossu salterà le partite contro l’Alessandria (in trasferta), Como (in casa), Tuttocuoio (in trasferta) e Viterbese (in casa). Tante, troppe, per una squadra, l’Olbia, che ha appena esonerato il suo allenatore (Mignani, sostituito da Tiribocchi) e che, con 31 punti, è appena tre sopra la zona playout.
Un provvedimento, oggettivamente, eccessivo. Cossu è stato espulso al 27’ del secondo tempo, dopo aver passato la partita a prendere calci, anche a gioco fermo. Tutti falli che l’arbitro - Zingarelli di Siena - ha ignorato, evitando di punire i giocatori della Cremonese. Cossu, all’ennesimo colpo subito senza che nessun provvedimento contro gli avvesari venisse preso, ha reagito, colpendo un giocatore grigiorosso: un secondo dopo, Zingarelli gli ha sventolato sul muso il cartellino rosso (cartellino che solo sette minuti prima aveva usato per mandare sotto la doccia il compagno di squadra Iotti, per un fallo in area da cui è nato il rigore del 2-1 per la Cremonese).
Che succederà adesso? L’Olbia farà ricorso, almeno per far ridurre le giornate di squalifica. Anche se c’è un precedente che non lascia ben sperare: anche Marco Piredda aveva subito una punizione pesantissima, tre giornate di stop per aver insultato, dalla panchina in cui Migani lo aveva richiamato, l’arbitro di Olbia-Pontedera. La società aveva fatto ricorso, ma non aveva ottenuto alcuno sconto.
Piredda aveva così saltato le partite contro Pro Piacenza, Lupa Roma e Livorno; tre sconfitte, le prime delle serie di sei che poi sono costate la panchina a Mignani.
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