Il Cagliari beffato nel recupero
Kalinic fa felice la Fiorentina al 92’. Palo di Sau e occasionissima per Barella nel finale
INVIATO A FIRENZE. L'immagine dei giocatori del Cagliari che crollano a terra distrutti dalla delusione spiega più di ogni parola l'amarezza per una sconfitta immeritata. I rossoblù hanno accarezzato l'idea di fare il colpaccio quando Barella nel recupero si è presentato solo davanti alla porta sparando fuori. Nell'azione successiva sono stati puniti da Kalinic lasciato libero in area (dov'era Bruno Alves?). Rafael ci ha provato a neutralizzare la sua schiacciata di testa ma non ce l'ha fatta. Il "Franchi" che da una decina di minuti stava riempiendo di fischi la Fiorentina e di insulti il tecnico Paulo Sosa, ha esultato timidamente. Il Cagliari si mangia le mani perché ha affrontato un avversario pericoloso a viso aperto, mettendolo spesso in difficoltà, colpendo un palo con Sau nel finale. La fortuna non ha aiutato i rossoblù anche se nell'azione che ha deciso la sfida c'è stato un errore pagato a carissimo prezzo. La squadra di Rastelli, che anche ieri ha cambiato modulo per limitare i giocolieri viola, esce a testa alta. La reazione che il tecnico e il presidente Giulini avevano chiesto c'è stata. Mandare giù questa sconfitta non sarà semplice. Già il pareggio, considerate le occasioni, ai sardi sarebbe stato stretto, figuriamoci tornare a casa a mani vuote. Il decimo posto è lontanissimo.
Muscoli. Rastelli decide di puntare più sulla forza fisica che sui piedi "intelligenti" per sfidare un avversario complicato. Riporta tra i titolari Tachtisidis e Dessena, esclusi contro l'Inter, lascia fuori Padoin e arretra in difesa Isla. Queste le novità rispetto alla batosta subita domenica scorsa al Sant'Elia. Cambia anche il modulo, si passa al 4-3-2-1 nel quale Borriello è il terminale offensivo, Joao Pedro e Ionita hanno libertà di movimento tra le linee e il compito di aggredire i “cervelli” avversari. La Fiorentina risponde con un modulo "spregiudicato". Difesa a tre con l'ex Astori, Tello e Chiesa esterni di centrocampo, Kalinic unica punta con a supporto la fantasia di Bernardeschi e Saponara.
Difese da incubo. In 12' sei occasioni da gol. Quattro per il Cagliari due per la Fiorentina. Gli attaccanti delle due squadre vanno alla conclusione con una facilità che fa venire i brividi. Un avvio di gara nella quale le marcature sono soft, vengono concessi spazi eccessivi. Borriello per due volte mette paura a Tatarusanu, Joao Pedro non arriva per una frazione di secondo su un invitante assist di Tachtsidis. Ma anche Rafael ha molto lavoro da svolgere sulle conclusioni di Kalinic, Saponara e Bernardeschi. Le due squadre si affrontano a viso aperto, il Cagliari approccia la gara senza timore. I rossoblù hanno la testa libera ma si fanno trovare spesso sbilanciati sulle ripartenze della squadra di Sousa.
Stesso clichè. Rastelli nell'intervallo sostituisce Murru (colpo alla caviglia) con Miangue che va su Chiesa (aiutato da Barella). La gara è aperta, le due squadre continuano ad affrontarsi senza troppi tatticismi anche se la Fiorentina ha il controllo del gioco e costringe i rossoblù ad abbassarsi. Ma non costruisce situazioni pericolose. Il nuovo entrato Miangue limita al minimo indispensabile gli inserimenti, l'ordine è quello di non dare mai la profondità a Chiesa. Il Cagliari si rende pericoloso con Barella e poi con una girata al volo di Borriello. La squadra è viva, ribatte colpo su colpo ad un avversario che i tifosi di casa fischiano. Sousa toglie Saponara e fa entrare Ilicic, fuori anche Tomovic per Sanchez.
Spazio a Sau. A una ventina di minuti dalla fine Rastelli manda in campo Sau per Joao Pedro. Tatticamente non cambia nulla. Fischiatissimo invece il cambio di Bernardeschi con Badelj con i tifosi viola che chiedono la testa di Sosa. Il Cagliari sente che può fare il colpaccio e ci va vicinissimo con Sau di testa, ma la palla, toccata anche da Tello, sbatte sul palo. Nel finale dentro anche Padoin per Ionita. Rastelli piazza Barella alle spalle di Borriello e mette il nuovo entrato a sinistra dove staziona Ilicic.
Gol sbagliato… Gol subito. Non è una regola scritta ma succede spesso. Nel recupero Barella si invola in solitudine verso la porta ma calcia fuori. Nell'azione successiva arriva il gol viola con Kalinic che Bruno Alves lascia solo in area sul cross di Tello. Il croato schiaccia di testa e non perdona. Una beffa per i rossoblù. Il tempo per recuperare non c'è, i giocatori al triplice fischio crollano a terra, delusissimi. E' un boccone amaro che resterà a lungo sullo stomaco.
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