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la seconda ai raggi x

Il Pattada in autogestione non smarrisce il sorriso

Il Pattada in autogestione non smarrisce il sorriso

SASSARI. Vince la Lanteri, vince pure il Torralba e nulla cambia al vertice del girone L di Seconda, con la squadra sassarese che mantiene le sue 9 lunghezze di vantaggio sui torralbesi quando al...

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SASSARI. Vince la Lanteri, vince pure il Torralba e nulla cambia al vertice del girone L di Seconda, con la squadra sassarese che mantiene le sue 9 lunghezze di vantaggio sui torralbesi quando al termine mancano ormai 6 partite.

A caratterizzare l'utima giornata è stato il risultato tennistico di Pattada, dove il Treselighes ha piazzato un 6-3 che ha divertito chi era in campo e chi assisteva alla vivace sfida. Pur sconfitti, i pattadesi non si abbattono e per voce dell'attaccante Giovanni Antonio Fogarizzu ribadiscono di «giocare per passione e non per cullare ambizioni di classifica. E comunque quello di domenica è stato un risultato bugiardo, con la gara sempre aperta anche se alla lunga sono emersi i soliti limiti».

Con tanti gol non potevano mancare le firme dei bomber delle due squadre, il supercannoniere Mulas ha realizzato una doppietta (per uno stratosferico totale di 35) e ha concesso il bis anche il goleador di casa, balzato a quota 15. «In questa stagione sfortunata per la squadra sto andando oltre la solita decina di reti e spero di poter tagliare il traguardo della ventina, ci tengo per migliorare il record personale - confessa Fogarizzu - e per vincere la scommessa fatta con la squadra».

Il problema del Pattada sta tutto nella fragilità difensiva, con 60 reti subite in 24 partite: solo il Treselighes gliene ha rifilato 11 (mezza dozzina domenica scorsa, una cinquina all'andata), a Campanedda furono invece 9 (a zero) i palloni finiti nella porta biancoverde.

«E' un'annata complicata, si sperava e si poteva fare di più ma ci sono stati troppi problemi nell'organico, dove erano necessari un centrocampista esperto e un centrale per puntellare la difesa, che non sono arrivati. Ma si sono persi pezzi anche in società e nello staff tecnico, partendo dal presidente per finire con l'allenatore. Ormai siamo in autogestione e dispiace per i tanti sacrifici buttati al vento. La squadra ne ha risentito, il gruppo si è ridotto sempre più e le sconfitte sono diventate più frequenti delle vittorie. Ma i progetti iniziali erano ben altri - ricorda Fogarizzu - e infatti eravamo partiti bene, col proposito di lanciare i giovani e di divertirci. Poi tutto si è ridimensionato e gli stimoli sono cambiati».

Non c'è amarezza nelle parole del bomber ma un'onesta visione della realtà, comune ormai in molti centri dell'Isola. «Non abbiamo voluto mollare e con l'aiuto dei pochi dirigenti che ancora resistono nel loro ruolo cerchiamo sempre di fare del nostro meglio, più della classifica in questo finale conta salvare la faccia».

Sandra Usai

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