Carrozzina: missione scudetto, il Gsd Porto Torres è già al lavoro
PORTO TORRES. «Ci aspettavamo una partita del genere, era normale che loro arrivassero qui per giocare con il coltello tra i denti. Siamo stati bravi a non cadere nelle loro provocazioni, che ci sono...
PORTO TORRES. «Ci aspettavamo una partita del genere, era normale che loro arrivassero qui per giocare con il coltello tra i denti. Siamo stati bravi a non cadere nelle loro provocazioni, che ci sono state, come era giusto che fosse. Dovevamo gestire, potevamo farlo forse meglio, ma direi che non si può dire nulla. Ora aspettiamo la finale, da domani inizieremo a lavorarci su».
Così Sara Cappellini, coach del Gsd Quattro Mori Banco di Sardegna, dopo il successo (anche) in gara2 della semifinale scudetto del basket in carrozzina contro l’Amicacci Giulianova. Dopo il successo in gara1 una vittoria in volata (79-81) in gara2 per la formazione isolana, che per la prima volta arriva a giocarsi lo scudetto, rinverdendo una tradizione che ha visto i cugini dell’Anmic cucirsi addosso il tricolore per sei stagioni di fila, dal 2000 al 2005. L’impressione è che il Gsd possa farcela, e lo ha già dimostrato dominando la stagione regolare. Ora la finale con Cantù, campione in carica. «Per adesso – conclude coach Cappellini –, questo è un risultato storico e ce lo godiamo insieme al pubblico che ci ha sostenuto durante tutta la partita».
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