Fabio Aru, via alla scalata per la guarigione
Dopo il ritiro dal Giro d’Italia per la contusione al ginocchio il capitano dell’Astana stringe i denti e si concentra sulla terapia
SASSARI. Il giorno dopo è quello peggiore. Lo shock da assimilare, il tempo per capire che non c’è niente da capire, che è così e basta. «Se avessimo avuto solo una possibilità su mille... – è il commento dall’interno dell’Astana –, e invece no».
Invece Fabio Aru dopo l’annuncio ufficiale della rinuncia al Giro d’Italia del Centenario, che quest’anno parte il 5 maggio da Alghero, ieri – prima di tornare a casa a Lugano – a Milano ha programmato le tante e una cura, tra freddo, magnetoterapia e ultrasuoni, alle quali dovà sottoporsi per recuperare dall’infortunio al ginocchio sinistro, pestato 9 giorni fa in una caduta in allenamento in Spagna. «Si torna a casa... 10 giorni di riposo/terapia e il 20 altra visita – ha detto ieri Aru –. Pensiamo a recuperare il ginocchio, poi si ragionerà su tutto il resto».
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«Mi dispiace tanto, sognavo la partenza dalla mia Sardegna e da mesi mi stavo preparando per questo – le prime parole del Cavaliere dei Quattro mori appena uscito dalla clinica Columbus e dallo studio del dottor Franco Combi, lo specialista che l’ha in cura –. La gamba sinistra non si flette, solo a piegare il ginocchio sento come un cacciavite che entra nella carne. Servirebbe un miracolo», ha proseguito. Un miracolo no ma la forte tempra di Fabio Aru sì, quella servirà eccome. Ed è garantita. La ripresa verrà accelerata dalla fortissima forza di volontà del campione, anche ieri accompagnato dalla fidanzata Valentina e dalla solidarietà dei tantissimi fans che gli si sono stretti intorno in questi giorni. Non è una resa insomma, quella di Fabio Aru, al quale in tanti già in maniera benaugurante ricordano che nel 1995 Marco Pantani dovette rinunciare al Giro appena due giorni prima del via, per poi arrivare terzo al Tour de France.
Ieri però nell’Astana non si pensava a questo. E’ ancora presto per programmare, e saranno cruciali questi dieci giorni di riposo. I giorni dei denti stretti, più faticosi di due montagne da scalare in un’unica volta, con il pieno recupero a fare da traguardo. «Mi dispiace tanto, sono davvero deluso per quanto accaduto» ha scritto lunedì sera Fabio Aru via Twitter ai suoi fans, promettendo con il suo solito spirito battagliero di concentrarsi «al cento per cento sul pieno recupero».
Al Giro Fabio comunque vuole esserci. Non inforcherà la bici ma non è pensabile che possa restare lontano dalla corsa rosa e dalla sua Sardegna, pronto a vivere l’atmosfera in ogni caso, in attesa di una nuova occasione e sempre al lavoro per una stagione che comincerà più tardi del solito ma che proprio per questa ragione Aru vuole marchiare alla sua maniera, nel segno del Cavaliere dei Quattro Mori.
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