Chechi&C, campioni innamorati dell’isola
Con l’asso degli anelli a Cagliari a fare da modello per gli scolari anche Andrea Lucchetta, Adriano Panatta e Ciccio Graziani
CAGLIARI. «Mi sento ormai sardo d'adozione, o meglio maddalenino - dice Andrea Lucchetta -, perché nell'isola dell'arcipelago ho scoperto l'ospitalità e valori dei sardi, ho tanti amici e a farmi innamorare della Sardegna è stato diversi anni fa Marzorati, il mio amico palleggiatore della squadra del Garibaldi».
E' Lucky l'atleta che riscuote più successo tra i bambini e il pubblico. L'ex centrale azzurro (cinque ori iridati, uno al Mondiale di Rio e quattro in World League), per la sua capigliatura a spazzola e in diagonale che mette in evidenza la storica cresta ormai brizzolata: «Anche se un po' imbiancata, la cresta è sempre la stessa anzi è più modellata rispetto a prima - afferma scherzosamente Lucchetta - forse a causa del maestrale che soffia prevalentemente in Sardegna, dove sono sempre venuto anche a fare le vacanze. Ma, al di là dell'amore che nutro per l'Isola e per la sua gente, sono davvero felice di aver partecipato e cercato di trasmettere ai bambini attraverso il gioco dei valori di sportività, integrazione, passione».
Su un altro campetto, allestito davanti alla statua della Madonna del Carmine, Ciccio Graziani, coadiuvato da Renato Copparoni (anche lui con un trascorso granata), insegna ai bambini e bambini i segreti del calcio, come si calcia una punizione o un rigore: «Ho avuto sempre un grande feeling con la Sardegna - dice l'ex attaccante della nazionale e del Torino - , sono rammaricato per la sconfitta subita dal Cagliari col Torino - avevo scommesso su un pareggio e la sconfitta mi ne ha fatto perdere 500 euro, la posta che avrei vinto in caso di pari. Il nostro messaggio è quello di distogliere i bambini dalla tv, dai social, dai cellulari, dalle playstation, da tutte le tecnologie che li allontanano dallo sport».
Sulla stessa lunghezza d'onda Yury Chechi, oro olimpico ad Atlanta. Il Signore degli anelli è impegnato su una pedana con una scolaresca dell'Infanzia Satta, storica scuola elementare di via Crispi: «I bambini si sono divertiti, ho cercato di trasmettere il meglio - sostiene il ginnasta – alcuni li ho trovati abbastanza sciolti, vuol dire che a scuola fanno sport».
Sul mini campo da tennis, i bambini e le bambine hanno subito mostrato un grande interesse per Adriano Panatta, del quale forse hanno sentito parlare solo dai nonni per l'impresa in Davis nel 73 in Cile: "E stata una bella emozione partire dalla Sardegna e da Cagliari - conclude - : lo sport è il giusto traino per trasmettere ai ragazzi i valori essenziali che coniugano la competizione sportiva a quella della vita».
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