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Show del Cagliari al Sant’Elia

di Roberto Muretto
Show del Cagliari al Sant’Elia

Asfaltato il Chievo. Borriello sale a quota 15 reti, a segno anche JP10 (doppietta) e Marco Sau

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INVIATO A CAGLIARI. Le critiche hanno pungolato nell'orgoglio il Cagliari. I rossoblù sono entrati in campo determinati, con la faccia cattiva e hanno sbranato un avversario (il Chievo) costretto a svolgere il ruolo di vittima sacrificale. La pratica è stata sbrigata in un quarto d'ora e le ferite provocate dal ko col Torino curate con le medicine giuste e cicatrizzate. La squadra di Rastelli ieri a tratti ha dato spettacolo. Ha prodotto un calcio piacevole, fatto di giocate di prima, inserimenti senza palla, fraseggi stretti. Il tutto agevolato da un Chievo strapieno di cerotti che è stato a guardare ed ha subito dall'inizio alla fine. Borriello ha segnato il gol numero 15 in campionato. Sau si è sbloccato dopo quattro mesi di digiuno ed a bersaglio è andato anche Joao Pedro (doppietta) che ultimamente non aveva brillato. Ci sono state anche le solite sbavature difensive (quelle non mancano mai) ma in questa occasione non è stato pagato dazio e per la terza volta in stagione la porta della formazione sarda è rimasta inviolata. La squadra ha risposto sul campo dimostrando che non si sente appagata ed ha voglia di chiudere il torneo in crescendo. Ora restano sei gare da giocare al massimo per superare la fatidica quota 40 punti e scalare qualche posizione nella classifica. Insomma, le vacanze possono aspettare.

Sorpresa? Non più di tanto perché Rastelli cambia sempre qualcosa all'ultimo momento. Questa volta sceglie Deiola e lascia fuori Padoin. L'allenatore del Cagliari prova a dare più brillantezza al centrocampo inserendo un esterno sinistro che da quando è tornato ha giocato un solo minuto, all'Olimpico con la Roma. Salamon vince il ballottaggio con Capuano e sostituisce lo squalificato Pisacane. Non c'è spazio per Farias, confermati sia Sau che Joao Pedro, oltre a Borriello, ormai intoccabile. Il Chievo ha otto assenti. Maran si arrangia con quello che passa il convento e schiera un 4-3-1-2 dove le punte sono Pellissier e Meggiorini, De Guzman il trequartista.

Show. Il Cagliari parte con le marce altissime e in un quarto d'ora mette in ghiaccio la gara. Borriello e Sau spengono sul nascere le velleità di un Chievo che commette una serie di errori difensivi da brividi. I due Marco vanno a nozze. Il primo firma il gol numero 15 e mette il match in discesa. Il secondo si sblocca dopo quasi quattro mesi di digiuno. Un uno-due che tramortisce la formazione di Maran. Il tecnico corre ai ripari, dentro Spolli, fuori Cacciatore che in 17' ne combina di tutti i colori. I clivensi spaventano i rossoblù con Meggiorini (palo) che poco dopo si fa male ed esce in barella.

Samba. Il Cagliari si abbassa un po' ma quando riparte trova sempre il modo di rendersi pericoloso. Il sigillo sulla gara lo mette Joao Pedro che approfitta di un corta respinta di Seculin e lo fa secco. I rossoblù si divertono, mettono in mostra un bel palleggio che il pubblico apprezza applaudendo a scena aperta. Sau è scatenato, non dà punti di riferimento, è un'anguilla per gli avversari ai quali fa girare la testa. In mostra si mette anche Rafael che nega la rete a Castro da due passi con un intervento d'istinto da campione.

Passerella. Il secondo tempo non regala emozioni. La gara è già in archivio anche se il Cagliari prova ad arrotondare il punteggio prima con Deiola e poi ancora con Borriello. Rastelli fa entrare prima Farias per Sau e dopo Barella per Deiola. Il Chievo non ha nè le idee né la forza per tentare anche una timida reazione, si trascina fino al 90' sperando di non subire una lezione ancora più severa. Ionita fa in tempo a prendere il giallo che gli farà saltare la trasferta di Udine. E Joao Pedro a segnare la doppietta personale dopo un'ubriacante azione di Farias e una serie di pasticci della difesa clivense che Maran gurda sconsolato. C’è anche il tempo per regalare una standig ovation a Colombo: il terzo portiere entra in campo nel recupero al posto di Rafael chiudendo la sua carriera a 42 anni, con tutti i compagni che corrono ad abbracciarlo. I rossoblù possono trascorrere una Pasqua tranquilla in attesa che la salvezza diventi matematica. Il pari del Crotone a Torino fa slittare il brindisi. Ora manca solo un punto per stappare le bottiglie di champagne in fresco già da qualche mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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