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Basket, Dinamo ed Europa: una questione di feeling

La coreografia dei tifosi al Palaserradimigni
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La coreografia dei tifosi al Palaserradimigni

Ai playoff i sassaresi si giocano anche un posto nelle Coppe europee

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SASSARI. In viaggio per la corsa al tricolore con un occhio al presente e uno alla prossima stagione. I playoff come obiettivo immediato ma anche come trampolino per guadagnarsi sul campo l’Europa. Con due partite della stagione regolare ancora da giocare e con il biglietto per la seconda fase già in tasca, la Dinamo va caccia di un posto nelle competizioni europee, dove risiede ormai in pianta stabile da cinque stagioni. Superando almeno un turno dei playoff l’accesso a una competizione dovrebbe essere praticamente automatico. Ma cosa farà la Dinamo? Tornerà in Eurocup o resterà in Champions?

Un curriculum all’altezza. Due stagioni in Eurocup, altrettante in Eurolega e l’ultima apparizione nella neonata Champions League della Fiba, con le Final Four sfiorate, i tanti complimenti ricevuti a livello organizzativo e l’esperienza fatta sul campo, rendono il curriculum della società sassarese assolutamente in linea con i top team del Continente. E dopo le grandi manovre della scorsa estate, con l’infinita guerra tra Uleb (organizzatrice di Eurolega ed Eurocup) e la Fiba, la buona notizia è che nei prossimi mesi le “trattative” dovrebbero svolgersi in maniera più serena e senza veti incrociati. Almeno in via teorica.

Armi deposte. Mentre la scorsa estate ad abbassare la testa furono soltanto i club, stavolta tutte le parti in causa sembrano avere fatto un passo indietro: da una parte la Fip, che appena l’estate scorsa aveva minacciato di escludere dalla serie A proprio Dinamo, Trento, Cantù e Reggio Emilia, che avevano appena raggiunto un accordo per una licenza pluriennale con l’Uleb, obbligandole di fatto a una marcia indietro. Dall’altra la Fiba guidata da Patrick Baumann, che pare orientata a lasciare libertà di scelta ai singoli club, basandosi ovviamente sulla classifica nei rispettivi campionati nazionali. L’unica ad adeguarsi fu proprio la Dinamo, che scelse di disputare la Champions, mentre gli altri club italiani rinunciarono a presentarsi in campo europeo.

Il quadro della situazione. Escludendo Milano, che gode della totale “immunità”, grazie all’accordo con Eurolega, nella prossima stagione le squadre italiane si spartiranno due posti in Eurocup e tre (forse quattro) in Champions league. L’unico punto non chiaro è però legato alla “gerarchia” delle coppe. Molti club, con in testa la Dinamo, chiedono di poter scegliere liberamente, a scalare, sulla base della classifica finale dopo i playoff. L’alternativa potrebbe essere quella di dare maggiore importanza all’una o all’altra competizione, e assegnare i posti sulla base di questa gerarchia.

Dinamo in bilico. La scorsa estate Stefano Sardara ha giostrato in maniera abile e costruttiva su entrambi i tavoli. Abbandonata a malincuore l’Eurocup, sotto le minacce della Fip, la Dinamo ha però fatto la piacevole scoperta della Champions: un torneo partito tra mille perplessità, che si è invece dimostrato di buonissima qualità sia a livello tecnico che organizzativo. Piuttosto che fare nuovamente marcia indietro, in caso di qualificazione, i sassaresi potrebbero ripartire proprio da qui.

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