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Il Calangianus chiede scusa al Castiadas

CALANGIANUS. Le dichiarazioni del presidente del Castiadas Pier Paolo Piu hanno amareggiato i giovani dirigenti della società al centro di critiche dopo la vittoriosa semifinale del playoff....

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CALANGIANUS. Le dichiarazioni del presidente del Castiadas Pier Paolo Piu hanno amareggiato i giovani dirigenti della società al centro di critiche dopo la vittoriosa semifinale del playoff. Critiche però che non possono offuscare la vittoria prestigiosa ottenuta per accedere alla finale con il Budoni. «Ci preme – scrive in una nota il presidente Francesco Corongiu – porgere le nostre scuse al Castiadas ed ai suoi tifosi per la frase poco felice gridata al microfono a fine partita dal nostro segretario, prontamente redarguito da tifosi ed ex dirigenti storici presenti. Condanna ferma e decisa per una frase dettata dalla tensione accumulata in settimana e accentuata dallo stress per la partita».

«Allo stesso tempo – continua Corongiu – respingiamo le altre accuse. Per la divisione dell’incasso, come da regolamento, al Castiadas avevamo chiesto da giorni le coordinate bancarie per effettuare il bonifico della quota di incasso spettante. Richiesta ad oggi ancora ignorata. I borderaux poi sono stati mostrati senza alcun tipo di remora e di ostruzionismo. Non siamo soliti sfuggire ad impegni economici e al non rispetto dei regolamenti. Ci sembra esagerato sostenere che da Castiadas sono arrivate 220 tifosi , un numero totalmente errato e fuori da ogni logica reale. Riguardo all’acqua rifiutata ai tifosi ospiti gli operatori del chiosco non chiedevano la residenza per consegnare le bibite. Tifosi locali attestano che l’acqua era terminata anche per loro. Forse qualcuno non ha voluto rispettare la fila. E’ stata negata la diretta streaming solo ed esclusivamente perché noi ne siamo venuti a conoscenza sabato mattina, dopo la pubblicazione di un programma a nostra insaputa. Ci sono tempistiche da seguire come recitano i regolamenti».

«Per il resto – conclude Corongiu – nel calcio si vince e si perde e le sconfitte vanno accettate. Capisco l’amarezza per una stagione andata male, ci scusiamo dal più profondo per l’infelice frase ma le altre accuse vanno fermamente rispedite al mittente. Forse sono motivate da rabbia e delusione per la sconfitta. Come società abbiamo buonissimi rapporti con tutti e ci teniamo ad averli anche con il Castiadas». (p.z.)

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