Joao regala la salvezza al Cagliari
Il rigore trasformato dal brasiliano nel primo tempo decide la gara col Pescara di Zeman
INVIATO A CAGLIARI. La salvezza adesso ha anche il conforto della matematica. Il destino ha voluto che il Cagliari chiudesse il discorso proprio contro l'ex Zeman, prendendosi una piccola rivincita su un allenatore che in Sardegna ha lasciato un bruttissimo ricordo. Anzi, forse è meglio dire che l’esperienza in Sardegna è stata uno dei più grandi flop della sua carriera. La gara col Pescara è stata risolta da un rigore di Joao Pedro (il primo per lui trasformato in serie A) ma non è stata bella. Anzi, da una parte e dall’altra si sono visti errori grossolani. I rossoblù hanno mostrato limiti nella fase di finalizzazione (non è una novità) e le solite amnesie difensive. E anche questa è una costante. Il Delfino ha avuto cinque-sei palle gol e se non avesse trovato sulla sua strada un grande Rafael, avrebbe rovinata la giornata di festa al Cagliari. Resta il risultato positivo, la felicità per aver centrato l'obiettivo e superato quota 40 punti in classifica.
Il caso. Il Pescara gioca il recupero (4') in dieci. Muntari lascia il campo volontariamente per protesta e sarò squalificato. Il centrocampista sostiene di aver sentito dagli spalti insulti razzisti nei suoi confronti mentre si accinge a battere un calcio d’angolo e invita l'arbitro ad intervenire. Il direttore di gara non lo fa e lui, dopo aver protestato a lungo (si prende anche il giallo) se ne va gesticolando. Un episodio grave, una macchia su una partita corretta. Muntari si è rivolto anche al quarto uomo e addirittura al rappresentante della Procura federale chiedendo di segnalare quanto accaduto. Un episodio che potrebbe costare alla società rossoblù un’ammenda.
Pretattica? Chissà se aver annunciato alla vigilia il probabile forfait di Borriello è stata una mossa per mettere fuori strada Zeman. Il bomber è invece regolarmente in campo. In nottata c'è stato il "miracolo". Chi sta fuori è invece Marco Sau, fa spazio a Farias in un attacco completato da Joao Pedro. Torna Ionita a centrocampo, mentre in difesa Pisacane rileva l'infortunato Isla, Salamon è confermato centrale in coppia con Bruno Alves. Il Pescara gioca col tridente nel quale c'è Alberto Cerri, ex di turno (insieme al tecnico Zeman), grande promessa che non ha, per ora, fatto il salto di qualità.
Fiammata. Ci pensa Barella a dare una scossa a una partita soporifera. Il centrocampista accelera e con un raffinato colpo di tacco libera per la conclusione Joao Pedro. Fornasier intercetta con un braccio. Rigore che il brasiliano trasforma (il primo per lui in serie A) mettendo in discesa una gara che rischiava di complicarsi. I rossoblù si sbloccano, giocano più sciolti. I tre davanti non danno punti di riferimento e le occasioni fioccano. Il portiere abruzzese sembra avere un conto aperto con Borriello e per due volte gli nega la gioia del gol. La squadra di Zeman non sta a guardare, un paio di volte si avvicina pericolosamente alla porta difesa da Rafael, approfittando delle solite amnesie difensive che i rossoblù non si fanno mai mancare. Confusione. Il Pescara gioca a viso aperto. Caprari da una parte e Benali dall'altra sono spine nel fianco che fanno ballare la difesa del Cagliari. I rossoblù hanno spazi invitanti che non riescono a sfruttare. Farias porta troppo palla e finisce per regalarla agli avversari. Rastelli capisce che bisogna cambiare qualcosa. Prima toglie uno spento Ionita e fa entrare Faragò e subito dopo va fuori anche Farias (tanto fumo e poco arrosto) che fa spazio a Sau. Gli abruzzesi non mollano ma con i nuovi entrati la formazione sarda ritrova gli equilibri che aveva smarrito e riprende il comando del gioco, anche se manca lucidità in fase di finalizzazione. Finisce senza altri sussulti. Borriello lancia la maglia ai tifosi ed esulta. Forse per festeggiare la salvezza e l'automatico rinnovo del contratto.
Futuro. Con quattro gare ancora da giocare, adesso la società può concentrarsi sulla prossima stagione e cominciare a riflettere. Ieri in tribuna c'era il presidente TommasoGiulini che deve decidere se confermare o meno Massimo Rastelli. Il tecnico è in bilico. Anzi, radio mercato parla di contatti tra il club rossoblù e Prandelli, così come continua a circolare il nome di Stramaccioni. Allo stato attuale non c'è nessuna decisione. A fine stagione si tireranno le somme e si capirà se il matrimonio con il mister di Pompei proseguirà o si sceglierà una nuova strada. Il resto, per il momento, sono soltanto chiacchiere.
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