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Il primattore sale in scena il re d’Ogliastra è un tedesco

dall’inviato
Il primattore sale in scena il re d’Ogliastra è un tedesco

Greipel l’anno scorso abbandonò il Giro a metà percorso indossando la maglia rossa «Sono orgoglioso di questo successo, adesso io e la mia squadra ci divertiremo»

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Sul traguardo di Olbia un giovane austriaco, ieri su quello di Tortolì un esperto tedesco. Postlberger ha ceduto maglia rosa e scena ad André Greipel, all’insegna di due costanti. Il vento della Sardegna e la forza di un Nord Europa del pedale che grazie a questi due paesi vicini di casa continua a crescere: «Il Tour ha deciso di partire dalla Germania, non è un caso. E da noi i ciclisti no n mancano. Ci vorrebbe qualche azienda in più capace di credere in loro, di investirci».

La nuova maglia rosa e nuovo leader della classifica a punti (Postlberger ha conservato quella bianca di miglior giovane, Teklehaimanot quella azzurra di re della montagna) si presenta in sala stampa con due sorrisi: quello che dice “missione compiuta” e quello che fa intuire che oggi sull’acciottolato di via Roma, a Cagliari, ci proverà nuovamente. La scorsa edizione aveva abbandonato il Giro con la maglia rossa del primo nella classifica a punti a Bibione. Quest’anno non lascerà a metà: «No, l’anno scorso dovevo curare gli impegni successivi, e per questa stagione i programmi sono differenti. Resterò anche se l’obiettivo della mia squadra, centrare una vittoria, è già stato ottenuto».

Con una volata che vale la maglia rosa. Che significato ha? «Non c’è bisogno di dirlo, la risposta è semplice – ha replicato Greipel –. Sono orgoglioso di indossarla, per me è un grande onore e domani correrò per conservarla. È una maglia importantissima, a Cagliari mi divertirò insieme a tutto il resto della squadra». Della quale tesse gli elogi, dal primo all’ultimo arrivato. «Abbiamo lavorato bene, nonostante per tutta la corsa abbiamo sofferto per via del vento contrario, che ci ha rallentati. Il vento – prosegue il campione di Germania –, nel finale ha creato problemi a qualche squadra di velocisti, che non ha potuto comporre il treno. Io invece avevo tutti e cinque i miei compagni, e ce la siamo giocata nonostante nel finale li abbia persi. Ma si vince anche così».

Si vince una volata che aveva tanti altri pretendenti, a partire da Cabiria per continuare con Caleb Ewan, che nel finale ha perso il pedale. Avrebbe potuto batterla? «Non me ne sono accorto, quando sono sul rettilineo e faccio la volata sono concentratissimo e guardo soltanto davanti ma sì, Ewan è uno dei velocisti più forti, e che possa battermi ci sta». Ma ha vinto lui, con un finale ben diverso da quello di Olbia. «La differenza è che stavolta nessuno si fermava, che tutti hanno tirato».

Dopo la sorpresa di venerdì, si pensava che Greipel ieri fosse convintissimo che la corsa si sarebbe chiusa con il gruppo lanciato sotto lo striscione, e invece no. «Pensavo che sarebbe partito un attacco da lontano, sulla salita di Genna Silana, anche perché abbiamo sofferto il vento per tutta la giornata e un attacco ci stava». Greipel infine ha dedicato la vittoria e la maglia alla madre: «Non sta attraversando un bel momento, ma è una combattente. Tutti in famiglia lo siamo, e siamo sicuri che ce la farà». (ma.c.)

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