Il triplete è più vicino e Buffon si candida per il Pallone d’oro
Momento magico per la Juventus e per il suo numero uno Ma Allegri frena: «Bravi, ma manca ancora l’ultimo gradino»
TORINO. La finale di Champions di Cardiff sarà anche la volata di Buffon per il Pallone d'oro. Quel trofeo così ambito - non tanto come la Coppa, sia chiaro - che un solo portiere ha vinto in 51 anni: Lev Yashin, il “Ragno nero” della Russia e della Dinamo Mosca. Gigi non ne ha mai fatto un assillo - d'altronde vale così anche per la Champions - ma questa volta davvero sembra la volta buona, dopo tante delusioni. Sarebbe un premio alla stagione, un'altra volta superlativa, del portiere bianconero, che potrebbe diventare eccezionale vincendo il 3 giugno in Galles. E, soprattutto, il Pallone d'oro sarebbe un riconoscimento a una carriera unica, 21 anni in serie A, oltre 1.000 partite ufficiali, 150 presenze nelle coppe europee, 101 in Champions. C'è quasi una nomination, per Buffon, sette mesi prima dell'assegnazione del premio. Arriva proprio dalla Francia, la patria del Pallone d'oro attribuito da France Football. Il settimanale l'ha inserito nella lista di possibili rivali di Cristiano Ronaldo, che di trofei ne già vinti 4 e vorrebbe pareggiare il conto con Leo Messi, ora a quota 5. L'Equipe lancia il numero 1 della Juventus: «Buffon – si legge nell'editoriale del prestigioso quotidiano sportivo francese – ha 39 anni e non è mai troppo tardi, né per vincere la Champions, né per sognare il Pallone d'oro, se mai, per caso, Cristiano Ronaldo dimenticasse di vincere una finale, questa volta. La sua è una storia magnifica».
Un endorsement è arrivato anche dal presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Faccio doppiamente il tifo per lui. È ora che lo rivinca un portiere, un italiano». Per Buffon, naturalmente, il Pallone d'oro viene molto dopo la Champions mai vinta: «Conquistarla - ha detto nei giorni scorsi - sarebbe la più grande gioia della mia carriera, insieme ai Mondiali del 2006. Un coronamento, in un certo senso la ricompensa per una lunga strada lastricata dal coraggio, dalla testardaggine e dal duro lavoro». Con Buffon tra i pali - a parte i 90' di Zagabria, giocati da Neto - la Juventus ha appena stabilito il record di imbattibilità in Champions, 690 minuti, per una squadra italiana. Ha fermato Messi e Neymar, limitato a un gol in due partite, frutto di una disattenzione, il Monaco di Mbappè e Falcao. «Saremo ricordati per le nostre azioni. Per la nostra capacità di trasformare l'impossibile in realtà», ha chiosato Buffon sui social. «Abbiamo seminato tanto e bene - gli ha fatto eco Massimiliano Allegri - ora è venuto il momento di raccogliere. I ragazzi sono stati molto bravi: per entrare nella leggenda manca però l'ultimo gradino».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
