Dopo il rodaggio l’Olbia punterà sui big
Svolta dopo la difficile stagione d’esordio. Il patron del Cagliari Giulini conquista la città, società a caccia di giocatori di peso
OLBIA. «Che simpatico Giulini, non pensavo...». Piace, a Olbia, il presidente del Cagliari. Piace non solo perché tutti pensano che - con la sponsorizzazione della sua società, la Fluorsid - sia il vero finanziatore dell’Olbia calcio, ma anche perché ha un viso simpatico, sorridente, e ama la Gallura, che frequenta spesso. Più di un tifoso, dopo averlo visto al Nespoli per l’amichevole tra Olbia e Cagliari, l’ha elogiato.
È un rapporto che si è consolidato, nonostante non sia frequente, quello fra il proprietario del Cagliari e Olbia: Giulini spesso è andato al Nespoli, ha sofferto con la società, è entrato negli spogliatoi, ma ha voluto sempre rispettare il ruolo dei dirigenti bianchi. Nel periodo più buio, con le sette sconfitte di fila, qualche tifoso, via Twitter, si è persino rivolto direttamente a lui: presidente Giulini, ci salvi lei.
Piace, e non era per niente scontato. Perché è vero che gli ultrà di Olbia e Cagliari sono gemellati, ma è anche vero che a Olbia si soffre Cagliari, la si accusa di essere la città del potere che ferma lo sviluppo della Gallura (per miopia o invidia) ed altrettanto vero che - sarà per un’errata comunicazione - a volte l’Olbia targata Cagliari è sembrata fredda con la città, come se la città dovesse ringraziare (in silenzio) i salvatori di Cagliari, il tutto senza considerare che Olbia e la Gallura hanno un orgoglio per certi versi unico. Cose che capitano, in un’isola-continente qual è la Sardegna.
L’anno di rodaggio servirà a tutti - da Giulini al presidente dell’Olbia Alessandro Marino - per capire che cosa cambiare e che cosa migliorare. Il calcio è numeri, è bilanci in utile, certo, ma è - soprattutto - passione, calore, coinvolgimento, sogni. Per ora, Marino ha chiuso la stagione con autonomia e sicurezza: sapeva che né il direttore sportivo Carta né l’allenatore in seconda Filippi erano amati dalla piazza di Olbia (che li accusa di aver sbagliato moltissimo), ma lui - come primo atto - ha deciso di confermarli. Un preciso segnale? Dalla loro - ha spiegato il presidente bianco - ci sono i fatti: l’Olbia si è salvata, i meriti sono più dei demeriti. I bianchi avranno dunque una seconda chance in serie C per fare meglio, e tutti dovranno fare meglio. Un po’ - ecco la novità, quasi paradossale - senza il Cagliari. Perché accanto ai giocatori confermati, il mercato dell’Olbia si concentrerà alla ricerca di giocatori d’esperienza, di categoria, come si dice in gergo calcistico. «L’esperienza della rosa aumenterà» ha fatto sapere ieri la società.
Il grande progetto - Olbia come seconda squadra dopo il Cagliari per lanciare i giovani calciatori sardi - non è accantonato, solo modificato.
La stagione appena chiusa ha insegnato un po’ di cose. L’Olbia al primo anno in Lega pro ha sofferto troppo e non dovrà più accadere. La squadra è stata ripescata tardissimo (colpa dei tempi della Lega) e dunque la società non ha potuto fare un buon mercato (quello di riparazione, a gennaio, è stato peggiore). Puntare solo sui giovani della Primavera del Cagliari è stata una scommessa non sempre vinta perché la Sardegna è piccola e le altre squadre - lombarde e toscane - hanno più possibilità di scelta.
Quindi, si cambia. Resterà l’ossatura dei bianchi, affidata - è certo - alle cure di Bernardo Mereu, mister salvezza. Il portiere Van der Want è in scadenza, sarebbe folle non rinnovare. Pinna e Cotali sono in prestito dal Cagliari, resteranno. Iotti è in prestito dall’Ascoli, e sarà riscattato. Piredda, Muroni e Ragatzu hanno rinnovato da poco e resteranno. Dametto, anche. Kouko, sì. Si vedrà per Capello, Geroni & c. Ma la certezza è che, insieme a qualche baby, arriveranno dei big della serie C. Chissà, magari per scaldare l’ambiente, sorridere un po’ di più e sognare la B...
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