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Super Dumoulin In salita a Oropa dà scacco matto

di Antonio Simeoli
Super Dumoulin In salita a Oropa dà scacco matto

La maglia rosa stoppa Quintana e vince la tappa Male Nibali: perde altri 43 secondi e ora è a 3’40”

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INVIATO A OROPA. A quattro chilometri dalla fine Quintana ci ha riprovato, per la terza volta. Si è alzato sui pedali, ha allungato. Poi si è girato. Per vedere se era riuscito a fare il vuoto. Lui, abituato a dominare in salita con le urla della gente (in migliaia per una trionfale giornata di ciclismo iniziata con l’omaggio a Coppi alla partenza di Castellania) che lo incitavano alla battaglia, ha capito.

Là dietro, sempre a pochi metri, pedalando con agilità, determinazione e soprattutto intelligenza, c’era la maglia rosa. Altro che Oropa inizio del declino per Tom Dumoulin. Altro che minutino recuperato dal colombiano o magari da Nibali. Alla fine, sotto l’imponente Basilica di Oropa e a due passi dalla Madonna Nera per affidarsi alla quale quassù ogni anno salgono migliaia di pellegrini, a vincere è stata la maglia rosa.

Signori, questo olandese di 26 anni, che domina le lancette e si difende anche in salita, è il padrone del Giro dei 100 anni. Ha ora due vantaggi: 2’47” su Quintana, perché al colombiano ieri ha soffiato pure 10" si abbuono, e la crono Monza-Milano dell’ultima tappa. Una sorta di pensione integrativa verso la maglia rosa. Di quelle che si fanno a trent’anni per assicurarsi la tranquillità per la vecchiaia. Insomma, non poca cosa.

Gli altri? No, l’altro: Vincenzo Nibali. È lui il vero sconfitto di giornata. La crono di Montefalco aveva illuso, gli ultimi 4 km verso Oropa hanno fatto riportare alla realtà del Blockhaus. Nibali non è all’altezza non solo di Quintana, ma anche di Dumoulin in salita: ha perso 43", ora è a 3’40”. Tanto. Ma con Pinot, anche lui tra gli sconfitti, e Quintana poò aggrapparsi all’altimetria delle prossime tappe per far cadere l’olandese.

Blockhaus e Oropa sono stati finora gli unici due arrivi in salita “secchi” di questo Giro. Ecco, gli avversari di Dumoulin possono sperare che, martedì il doppio Stelvio col Mortirolo, giovedì il tappone dolomitico o sabato la tappa di Asiago col duro Grappa, il motore finora affidabilissimo dell’olandese batta in testa, fiaccato dalle ripetute scalate. Cominciamo davvero a pensare che non accadrà.

La maglia rosa ha stupito Quintana: «Ho attaccato - ha detto Nairo - ci ho provato più volte, ma non ho guadagnato quanto speravo. La condizione è buona, da martedì arrivano tante salite, ma pensavo di arrivarci in una posizione migliore di classifica. Per fortuna abbiamo staccato gli altri rivali».

Nibali a parte, gli inabissati sono Mollema (Trek) a 4’32”, Pozzovivo (Ag2r, intendiamoci, bravissimo) a 4’59”, Jungels a 5’28”.

Naturalmente dal serafico olandese. Che ogni giorno subito dopo l’arrivo mangia frutta, un panino o un piatto di pasta fredda. Per vincere sa che bisogna curare i dettagli.

E poi ha la tranquillità dalla sua. Come quando, da metà salita, non ha risposto agli scatti del colombiano salendo in progressione. Ieri in sala stampa è pure entrato in bici, dribblando tavoli e tv. Una tranquillità però che diventa mai presunzione: «È stata una giornata fantastica, questa salita era adatta a me, ma la terza settimana sarà un'altra cosa». I segreti del successo? «Ho imparato che i dettagli fanno la differenza. Ma alla Vuelta 2015 ho perso all’ultima tappa: per questo so che il Giro non l’ho ancora vinto».

@simeoli1972

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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