Cagliari asfaltato dal Sassuolo
Caporetto dei rossoblù a Reggio Emilia. Subiscono sei gol ed escono dal campo a testa bassa
INVIATO A REGGIO EMILIA. Ma le brutte figure non erano vietate? Evidentemente no. Il Cagliari ne ha collezionato un'altra ieri a Reggio Emilia, asfaltato da un Sassuolo che non ha giocato una partita da incorniciare. Si è limitato a sfruttare le "nefandezze" difensive di una squadra con la testa altrove, che è stata capace di subire tre gol in poco più di una dozzina di minuti. La luce si è spenta subito, riaccendendosi quando ormai i… buoi erano scappati. Un primo tempo inguardabile di una formazione (Sau escluso), deconcentrata, priva di nerbo, rassegnata, svogliata, incapace di vincere un contrasto. Magnanelli, Berardi, Politano e Sensi si sono divertiti a giocare al tiro al bersaglio, gonfiando per quattro volte la rete. Il gol di Sau è stato l'unico sussulto di 45' da dimenticare e quello di Ionita nella ripresa, non mitigano l'amarezza e la delusione. Eppure al Cagliari le motivazioni non mancavano, ma il campo ha detto altre cose. Dopo quattro cinquine, ieri i rossoblù di gol ne hanno incassati sei. Troppi. Le responsabilità sono di tutti, allenatore compreso. Anche la sua conferma torna in discussione? Chissà…
Squadra d'attacco. Rastelli conferma la stessa formazione che ha messo sotto l'Empoli. L'allenatore del Cagliari sostituisce Barella (impegnato nel mondiale Under 20) con Padoin che insieme a Tachtsidis fa da schermo davanti alla difesa. Borriello è il terminale offensivo con alle spalle il "tridente" formato da Joao Pedro-Sau-Farias, pronti a sacrificarsi in fase di non possesso, ma soprattutto liberi di muoversi tra le linee per non dare punti di riferimento agli avversari. Il Sassuolo non rinuncia ai tre attaccanti ma a sorpresa nessuno degli ex è in campo dall'inizio. Il tecnico preferisce Aquilani a Missiroli a centrocampo, anche Biondini e Matri non trovano spazio nell'undici di partenza.
Rossoblù in vacanza. In 13' riescono nell'impresa di subire tre gol. Il Sassuolo affonda la lama nel burro, il Cagliari ne combina di tutti i colori in fase difensiva, Magnanelli, Berardi e Politano non si fanno pregare e la buttano dentro. La squadra di Rastelli (impietrito davanti alla sua panchina) sembra aver assunto un sonnifero negli spogliatoi, prende schiaffoni e invece di reagire porge l'altra guancia. Un avvio di gara imbarazzante, inspiegabile di una formazione che solo una settimana prima ha dato spettacolo per più di un’ora. La differenza è che il Sassuolo ci mette determinazione e tanta cattiveria agonistica, il Cagliari usa il fioretto, perde tutti i contrasti e si consegna agli avversari alzando bandiera bianca.
Sau suona la carica. Il capitano (sul quale forse c'era un rigore sullo 0-0) cerca di scuotere i compagni. Ed è lui a dare la scossa dando il via e concludendo l'azione che porta al gol. Il bomber fa centro di testa trasformando un cross di Isla. Una boccata d'ossigeno per i rossoblù ma è un'illusione. Passano pochi minuti e gli emiliani colpiscono ancora: punizione di Sensi da posizione impossibile, Borriello invece di intervenire si scansa e Rafael si inchina ancora. E' un Cagliari imbarazzante, il Sassuolo crea un'occasione ogni volta che attacca. Dal disastro si salva solo Sau, l'unico che si batte come una belva ferita. Ma predica nel deserto.
Ripari. Rastelli toglie uno spento Padoin, dentro Ionita. Il modulo diventa un 4-3-2-1. Un tentativo per svegliare un Cagliari addormentato inserendo un giocatore che sul piano caratteriale può dare tanto. E in effetti in campo c'è un altro spirito. Il Cagliari lotta e va subito vicino al gol prima con Sau (Consigli si supera) e poi con Pisacane (traversa). Ma è un fuoco di paglia. Il passivo diventa ancora più pesante quando Iemmello trasforma il rigore concesso per un mani di Borriello. A bersaglio ci va anche l'ex Matri, che mette dentro la sesta rete. Una umiliazione così il Cagliari non l'aveva mai subita in questa stagione.
Incubo. Il pomeriggio si trasforma in una Caporetto. Non mitiga l'amarezza il gol di Ionita che rende meno pesante il passivo. I tifosi non gradiscono la sostituzione di Borriello con Faragò, il modulo cambia ancora (4-3-3), ma è tutto inutile. La partita è finita da un pezzo, la sconfitta brucia tantissimo. Prestazioni così non sono accettabili. E per favore non si dica che l'obiettivo è raggiunto perché è una giustificazione che non regge. C'è da giurare che i processi non mancheranno e forse qualche certezza verrà meno. Domenica si chiude col Milan. Sau, Bruno Alves e Isla, ammoniti, non ci saranno. La ciliegina sulla torta di una giornata da cancellare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
