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I capitani rossoblù Dessena e Sau raccontano i segreti del Sant’Elia
CAGLIARI. I 47 anni del Sant'Elia nei ricordi di Daniele Dessena e Marco Sau. Vittorie, vezzi, aneddoti. I "due" capitani del Cagliari a Radiolina. «Mi viene in mente una sveglia data al Genoa, mi...
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CAGLIARI. I 47 anni del Sant'Elia nei ricordi di Daniele Dessena e Marco Sau. Vittorie, vezzi, aneddoti. I "due" capitani del Cagliari a Radiolina. «Mi viene in mente una sveglia data al Genoa, mi pare con doppietta di Ibarbo», attacca Dessena. «La mia prima volta al Sant'Elia? Con mio padre per vedere la partita contro la Lucchese, non ricordo se fosse campionato o Coppa Italia. Comunque, una grande emozione», rilancia Sau. L'addio alla struttura nata per ospitare i rossoblù con lo scudetto sul petto, smuove passione ed emozioni.
Domani, "Last Minute", con Ranieri e Nainggolan, Luca Toni e Pellissier, Lopez e Villa, Oliveira e Muzzi, Cappioli e Acquafresca, regala momenti di sport firmati da amici e campioni vicini al Cagliari. «Vi aspettiamo in tanti", dicono Sau e Dessena.
Inevitabile il passo indietro. Undicesimo posto, a un punto dalla Samp - con Dessena che ha ricordato «il gol regolarissimo annullato a Ibarbo a Marassi proprio contro i doriani: saremmo noi decimi con 49 punti» - un campionato di pregio per una debuttante. «Abbiamo onorato il campionato fino alla fine. Il miglior giovane? Dico Barella, è cresciuto ed è venuto fuori in maniera importante».
Sau riparte dalle amicizie: «Sono legato a tutti i compagni mi capita più spesso di vedermi con Ceppitelli e Capuano». Per capitan Dessena il Sant'Elia è il luogo dei riti. «Ciascuno di noi ha il suo. Io cerco subito i parastinchi perché c'è l'immagine di mio figlio. Poi, ho un percorso preciso: dal magazziniere a Piero, saluto un po' tutti». Il numero 4, classe '87 da otto stagioni a Cagliari, taglia corto: «Mi piacerebbe chiudere qui la carriera. Sinché posso dare una mano ai ragazzi e sono utile alla squadra, vorrei fermarmi. A patto che mi allunghino il contratto». Risate. Per Sau, cinque anni in rossoblù tutti di fila, appena entrato nel gruppo dei bomber storici guidato da Gigi Riva, approccio consueto: «Fare sempre meglio per la squadra della mia regione».
Mario Frongia
Domani, "Last Minute", con Ranieri e Nainggolan, Luca Toni e Pellissier, Lopez e Villa, Oliveira e Muzzi, Cappioli e Acquafresca, regala momenti di sport firmati da amici e campioni vicini al Cagliari. «Vi aspettiamo in tanti", dicono Sau e Dessena.
Inevitabile il passo indietro. Undicesimo posto, a un punto dalla Samp - con Dessena che ha ricordato «il gol regolarissimo annullato a Ibarbo a Marassi proprio contro i doriani: saremmo noi decimi con 49 punti» - un campionato di pregio per una debuttante. «Abbiamo onorato il campionato fino alla fine. Il miglior giovane? Dico Barella, è cresciuto ed è venuto fuori in maniera importante».
Sau riparte dalle amicizie: «Sono legato a tutti i compagni mi capita più spesso di vedermi con Ceppitelli e Capuano». Per capitan Dessena il Sant'Elia è il luogo dei riti. «Ciascuno di noi ha il suo. Io cerco subito i parastinchi perché c'è l'immagine di mio figlio. Poi, ho un percorso preciso: dal magazziniere a Piero, saluto un po' tutti». Il numero 4, classe '87 da otto stagioni a Cagliari, taglia corto: «Mi piacerebbe chiudere qui la carriera. Sinché posso dare una mano ai ragazzi e sono utile alla squadra, vorrei fermarmi. A patto che mi allunghino il contratto». Risate. Per Sau, cinque anni in rossoblù tutti di fila, appena entrato nel gruppo dei bomber storici guidato da Gigi Riva, approccio consueto: «Fare sempre meglio per la squadra della mia regione».
Mario Frongia
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