Rastelli: «Felice di ripartire da qui»
di Mario Frongia
Il tecnico ringrazia la società della fiducia: «Ho la consapevolezza di aver fatto bene, ma c’è ancora tanto da lavorare»
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CAGLIARI. «Sono molto felice, ringrazio di cuore la società». Massimo Rastelli, la gioia e la certezza di essersi guadagnato tutto. Con il rispetto delle regole, in campo e fuori, più numeri enormi: 47 punti, undicesimo posto, a uno dalla Samp (gli almanacchi ricordano il gol annullato sui minuti di coda e il punteggio di 1-1 a Ibarbo. Dove? A Marassi con i doriani di Giampaolo), 14 vittorie (una più di Torino e due più Udinese, Sassuolo e Samp). Solo Allegri con 53 e 15 successi ha fatto meglio. Ma dove eravamo rimasti? Al colloquio del neo diesse con l'allenatore che centra gli obiettivi: tre promozioni e salvezze pesanti in otto anni di carriera. Mica male.
L'altro lunedì, il neo ds Rossi e Rastelli parlano fitto fitto nella club house di Asseminello. Le linguine all'astice e la tartara di tonno si sfreddano. Si erano visti per la prima volta a Sassuolo. Il Cagliari, con Rafael infortunato in porta e una giornata buia dei big, affonda. Si ritrovano. Il confronto è leale, intenso, ad ampio respiro: staff, Primavera, ingaggio e durata del rinnovo. E la rosa, tra partenze e rientri. Dopo una settimana di dubbi e riflessioni il tecnico di Pompei coglie il terzo mandato. Avantieri, dalle tre ore di colloquio negli uffici milanesi della Fluorsid, il semaforo verde del presidente Giulini con al fianco Giovanni Rossi.
Mandato di pregio. Il Rastelli Terzo parte da un tassello anomalo nel mondo del feroce business pallonaro: il tecnico chiede garanzie per i suoi collaboratori storici: «Siamo assieme da tanti anni, il lavoro e i dati dicono che il Cagliari ha corso più di tutte fino alle fine delle partite ed è stata tra le prime cinque squadre nel rimontare i match» ha ripetuto spesso. Ieri, nella lussuosa sala del Royal Continetal Hotel di via Partenope nel cuore di Napoli, Rastelli ha colto l'attimo. È stato premiato e ha premiato il suo collega Semplici, che ha riportato la Spal in A dopo 49 anni. Braccato dalle tv, ha sfoderato modestia e piedi per terra: «Soddisfatto? Molto. Posso continuare un percorso nato due stagioni fa, abbiamo subito centrato la promozione in A». Per rinfrescare la memoria, una cavalcata dei record: punti (83), vittorie totali (25) e in trasferta (10), gol fatti (78). Sul palco, Capello, Inzaghi, Tardelli, Sacchi. La serata dei Football Leader - curata dall'Associazione allenatori di Renzo Ulivieri - scorre tra premi, fiori e flash. La cena di gala? Sulla terrazza dello sciccoso Bertolini's hall. Capello e Quagliarella hanno portato regali ai bimbi dell'ospedale Santobono e Tardelli ha incontrato i detenuti di Poggioreale. Massimo Rastelli incassa i complimenti dei colleghi. E per i cronisti riavvolge il nastro: «Quest'anno la salvezza non è mai stata messa in discussione e matematicamente eravamo in salvo a quattro giornate dalla fine. Devo ringraziare la società e il presidente per la fiducia». Insomma, il club e i tifosi ripartono dal tecnico che mette in cassaforte i traguardi, non perde gli scontri diretti e fa della praticità il suo credo. «Il nuovo Cagliari? Nascerà presto».
L'altro lunedì, il neo ds Rossi e Rastelli parlano fitto fitto nella club house di Asseminello. Le linguine all'astice e la tartara di tonno si sfreddano. Si erano visti per la prima volta a Sassuolo. Il Cagliari, con Rafael infortunato in porta e una giornata buia dei big, affonda. Si ritrovano. Il confronto è leale, intenso, ad ampio respiro: staff, Primavera, ingaggio e durata del rinnovo. E la rosa, tra partenze e rientri. Dopo una settimana di dubbi e riflessioni il tecnico di Pompei coglie il terzo mandato. Avantieri, dalle tre ore di colloquio negli uffici milanesi della Fluorsid, il semaforo verde del presidente Giulini con al fianco Giovanni Rossi.
Mandato di pregio. Il Rastelli Terzo parte da un tassello anomalo nel mondo del feroce business pallonaro: il tecnico chiede garanzie per i suoi collaboratori storici: «Siamo assieme da tanti anni, il lavoro e i dati dicono che il Cagliari ha corso più di tutte fino alle fine delle partite ed è stata tra le prime cinque squadre nel rimontare i match» ha ripetuto spesso. Ieri, nella lussuosa sala del Royal Continetal Hotel di via Partenope nel cuore di Napoli, Rastelli ha colto l'attimo. È stato premiato e ha premiato il suo collega Semplici, che ha riportato la Spal in A dopo 49 anni. Braccato dalle tv, ha sfoderato modestia e piedi per terra: «Soddisfatto? Molto. Posso continuare un percorso nato due stagioni fa, abbiamo subito centrato la promozione in A». Per rinfrescare la memoria, una cavalcata dei record: punti (83), vittorie totali (25) e in trasferta (10), gol fatti (78). Sul palco, Capello, Inzaghi, Tardelli, Sacchi. La serata dei Football Leader - curata dall'Associazione allenatori di Renzo Ulivieri - scorre tra premi, fiori e flash. La cena di gala? Sulla terrazza dello sciccoso Bertolini's hall. Capello e Quagliarella hanno portato regali ai bimbi dell'ospedale Santobono e Tardelli ha incontrato i detenuti di Poggioreale. Massimo Rastelli incassa i complimenti dei colleghi. E per i cronisti riavvolge il nastro: «Quest'anno la salvezza non è mai stata messa in discussione e matematicamente eravamo in salvo a quattro giornate dalla fine. Devo ringraziare la società e il presidente per la fiducia». Insomma, il club e i tifosi ripartono dal tecnico che mette in cassaforte i traguardi, non perde gli scontri diretti e fa della praticità il suo credo. «Il nuovo Cagliari? Nascerà presto».
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