Con le placche su spalle e braccia vantaggio garantito se si pedala oltre i 50 km/h
Si chiama TT Suit 4.0, è il body dell’azienda italiana Castelli che ha fatto volare Froome e i big della Sky nella crono che ha aperto il Tour sabato a Dusseldorf. Secondo gli esperti, su una...
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Si chiama TT Suit 4.0, è il body dell’azienda italiana Castelli che ha fatto volare Froome e i big della Sky nella crono che ha aperto il Tour sabato a Dusseldorf. Secondo gli esperti, su una distanza di 14 chilometri ha garantito un vantaggio anche di 25 secondi, ma... c’è un ma. Non basta averlo addosso per mettere il turbo, bisogna essere super già in partenza, perché il body diventa efficace solo quando si pedala sopra i 50 all’ora, e allora il guadagno in secondi diventa esponenziale. Secondo i test, a 40 all’ora le placche integrate diventano un freno invece di rivelarsi utili. L’invenzione di Luca Oggiano – capo progetto – e del suo secondo Lars Norten Bardal, consiste in una serie di placche inserite integralmente nel body (e non applicate, il che sarebbe contro il regolamento) in particolare nelle spalle e nelle braccia, zone nevralgiche secondo i principi dell’aerodinamica. In Italia le placche, che sulla loro superficie hanno numerose piccole sfere, le stanno chiamando “generatori di vortici”. Migliorano l’aerodinamicità e la penetrazione dell’aria. Le ha indossate Moscon, e ha vinto il titolo italiano a cronometro. Sarà un caso?
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