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Kittel si regala il bis, Aru difende il podio 

 Kittel si regala il bis, Aru difende il podio 

Arrivo in volata nella sesta tappa, il cavaliere del quattro mori rifiata dopo l’impresa di mercoledì e aspetta nuove salite

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ROMA. Nell'attesa che la strada ricominci a salire, Marcel Kittel mette tutti d'accordo con un altro sprint regale, aggiudicandosi il secondo successo di tappa, al Tour de France di ciclismo. Il tedesco volante della Quickstep Floors ha avuto la meglio su due specialisti del calibro di Arnaud Demare, pure lui a caccia del bis, e André Greipel, il “gorilla” ancora all'asciutto di vittorie (l'ultima risale al Giro d'Italia numero 100 pertita da Alghero).

La sesta tappa della corsa francese è stata caratterizzata dalla solita fuga senza speranza, che è stata chiusa a poco più di 3 chilometri dall'arrivo di Troyes, da dove oggi la corsa il Tour ripartirà. Per Chris Froome, dopo le trepidazioni di mercoledì in salita, è stata una giornata abbastanza tranquilla, con la maglia gialla incollata addosso. Un giorno come un altro, come doveva essere ed è stato. L'inglese di origine keniana, vincitore di tre edizioni della Grande boucle, si avvicina al primo week-end di montagna da leader e, soprattutto domenica, sarà costretto a scoprire le proprie carte.

Lo stesso ha fatto Fabio Aru, che è rimasto ben protetto nella pancia del gruppo facendosi trascinare fino a traguardo senza rischiare nulla. Il cavaliere dei quattro mori, protagonista dello splendido arrivo solotario dell’altro ieri ha torato il fiato e riordinato le idee in attesa che la strada torni a salire e gli avversari ricomincino a soffrire. Ieri non era giornata per lui e il capitano dell’Astana sta dimostrando di avere un seonso tattico che funziona almeno quanto i muscoli. Chi vuole vincere il Tour dovrà fare i conti con lui.

Ieri sui 216 chilometri della frazione partita da Vesoul (c'erano anche due Gpm di quarta categoria da superare) si aspettava l'ennesimo acuto dei velocisti che, nella prima volata senza Sagan e Cavendish, non hanno tradito le attese. Prima, però, c'è stato spazio per i soliti eroi per caso: è toccato a Quemeneur della Direct Énergie, che si è aggiudicato entrambi i Gpm di giornata, ma anche per Backaert, Gobert, e Laengen. Lo sprint finale ha premiato la forza di Kittel che finora è stato protagonista assoluto delle volate, com'era nel pronostico.

Oggi il Tour ripartirà con la settima frazione, da Troyes a Nuits Saint Georges, per un totale di 213,5 chilometri. I velocisti affilano ancora una volta i pedali, poi tireranno il respiro. Sabato la strada ricomincia a salire e domenica chi ha gambe lo dovrà dimostrare su rampe tutt’altro che agevoli.

Intanto non si spengono le polemiche sulle sportellate che stanno caratterizzando gli arrivi in volata. Ieri la commissione di appello ha respito il ricorso d’urgenza contro la squalifica presentato da Sagan, ma il pugno di ferro delle Federazione ciclistica internazionale non ha evitato un nuovo arrivo molto contestato. Ieri Jacopo Guarnieri ha protestato molto caldamente contro Nacer Bouhanni, usando epiteti decisamente forti. Nel rettilineo finale della sesta tappa il corridore della Cofidis è passato di forza, infilandosi davanti al corridore italiano e rischiando di farlo cadere sulle transenne. Intervistato dalla RAI subito dopo l’arrivo, il 29enne lombardo si è lasciato andare, sfogando la rabbia e la frustrazione comprensibile di chi ogni giorno corre rischi notevoli in queste situazioni. «Ancora una volta Bouhanni… – ha esclamato – Mi ha dato una ginocchiata nel manubrio, è un cog***ne. Cerca sempre di far cadere qualcuno, è un cretino. Ormai perde sempre e ce l’ha a morte con noi».

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